Durante l'ultima edizione del Nordic Film Fest svoltasi negli spazi della Casa del Cinema di Roma é stato presentato "Marie Kløyer" di Bille August, uno dei registi danesi più apprezzati a livello internazionale, vincitore due volte della Palma d'Oro nel 1988 e 1992 e Premio Oscar come miglior film straniero nel 1988.

Marie KrøyerIl file rouge del Nordic Film Fest era rappresentato dall'amore nordico in tutte le sue sfaccettature, e la scelta di uno degli ultimi lavori del regista danese rimane molto simbolica e apprezzata dal folto pubblico che é accorso in sala durante la proiezione di domenica pomeriggio.

Bille August ci "dipinge" per circa 100 minuti la purezza e la sofferenza di Marie Kløyer (Brigitte Hjort Sørensen) moglie del famoso pittore danese PS Kløyer  (Søren Sætter-Lassen) che vide in lei oltre ad una moglie e madre, una bellissima musa che venne apprezzata agli inizi del '900 da tutti gli estimatori dei quadri del marito. In realtà Marie aspirava anch'ella di diventare un'artista, ma non era facile realizzare un quadro quando al proprio fianco vi era il più grande pittore danese, tra i più apprezzati a Copenaghen e a Parigi.

L'arte non da' consolazione
PS Kløyer

MARIE KROYERMarie viveva una (apparente) felicità che pian piano inizia a sgretolarsi quando si rimanifesta la malattia del marito, il suo amore per lui sfiorisce ed inizierà a provare nuovi sentimenti per un giovane compositore svedese Hugo Alfvén (Sverrir Gudnason) che verrà accolto dal marito sotto il loro tetto, pur di non perdere la sua musa.

Un amore sofferto, in cui l'animo della giovane donna viene calpestato da un marito che non ammette la possibilità di non essere più amato, e non concede la libertà alla moglie, stanca di esser riconosciuta solamente per la bella donna rappresentata nei quadri dell'artista. Marie diventa col tempo una donna triste e distante dalle piccole gioie della vita, solo un nuovo amore le regalerà colore al grigiore che stava vivendo in Danimarca.

La coppia di pittori vive a Skagen, una località poco distante da un villaggio di pescatori sulla punta settentrionale della Danimarca, dove la luce regala scenari naturali eccezionali, ma in realtà nella prima parte della loro storia assistiamo ad una fotografia molto dilazionata, come se tutto facesse parte di un quadro più grande e le ombre siano predominanti; diverse ed opposte saranno le scene in Svezia, ampiamente luminose e dai toni accesi.

Il nostro parere: 7

Bille August descrive con dedizione senza troppi sentimentalismi il dramma della sofferenza, del distacco di una donna che sente di non provar più amore per il proprio consorte ma allo stesso si tormenta perché il suo amore non sarà sufficiente per donare alla figlia la felicità di cui lei si è privata nel corso degli anni.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.