Il mondo dello spettacolo piange la scomparsa prematura di James Van Der Beek, l’attore che ha dato il volto a Dawson Leery nel cult di Kevin Williamson Dawson’s Creek.
Van Der Beek si è spento mercoledì mattina a 48 anni, dopo una lunga e coraggiosa battaglia contro un cancro al colon-retto diagnosticatogli nel 2024. La notizia, confermata dalla moglie Kimberly e dai suoi sei figli, lascia un vuoto incolmabile in milioni di fan che sono cresciuti seguendo le sue riflessioni sulla vita, l’amore e il cinema tra i canali di Capeside.
“Il nostro amato James David Van Der Beek se n’è andato serenamente questa mattina“, ha scritto la famiglia su Instagram. “Ha affrontato i suoi ultimi giorni con coraggio, fede e grazia. C’è molto da condividere riguardo ai suoi desideri, al suo amore per l’umanità e alla sacralità del tempo. Quei giorni arriveranno. Per ora chiediamo un po’ di serena privacy mentre piangiamo il nostro amato marito, padre, figlio, fratello e amico“.
Un’icona oltre Dawson’s Creek
Sebbene il successo planetario sia arrivato nel 1998 con la serie Dawson’s Creek — capace di lanciare tra l’altro le carriere di Katie Holmes, Joshua Jackson e Michelle Williams — Van Der Beek ha saputo spaziare tra generi diversi. Lo ricordiamo come il carismatico quarterback Mox in Varsity Blues (1999) e nell’oscuro e provocatorio Le regole dell’attrazione (2002) di Roger Avary. L’attore era rimasto profondamente legato alle sue origini, partecipando con ironia anche a progetti come Don’t Trust the B—- in Apartment 23, dove interpretava una versione fittizia e spassosa di se stesso.
Il coraggio negli ultimi giorni
Fino all’ultimo, James Van Der Beek non ha mai smesso di lavorare e di lottare. Era atteso nel cast di Elle, il prequel di Legally Blonde per Prime Video, e aveva continuato a mantenere un legame fortissimo con la sua community, mettendo persino all’asta cimeli storici per finanziare la ricerca contro il cancro.
Il suo Dawson, ispirato curiosamente dal Fantasma dell’Opera per la sua capacità di farsi da parte per amore, resterà per sempre il simbolo di un’adolescenza riflessiva e sognatrice che ha cambiato per sempre il linguaggio del teen drama televisivo. Con lui se ne va un pezzo di storia della TV, ma il suo sguardo malinconico e la sua passione per il racconto resteranno eterni.
FONTE: DEADLINE
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