"Io sono un istrione, ma la genialità è nata insieme a me". Questo è il celebre inizio di L'istrione, una delle canzoni più belle e rappresentative di Charles Aznavour, carismatico e affascinante chansonnier morto all'età di 94 anni.

All'anagrafe Chahnourh Varinag Aznavourian, Aznavour nacque a Parigi nel 1924 da genitori armeni immigrati in Francia. 

Da giovanissimo si approcciò al mondo del teatro, ma il punto di svolta avvenne nel 1946 quando venne scoperto da Edith Piaf che lo volle con sé per una tournée internazionale.

Dal mondo della musica a quello del cinema, Aznavour esordì - non accreditato - sul grande schermo nel 1936 con La guerre des gosses, ma cominciò a dimostrare di essere un valido attore solo nel 1959 quando Georges Franju lo volle in La fossa dei disperati.

Alternando la carriera musicale con quella cinematografica, Aznavour recitò in Il Testamento di Orfeo (1960) di Jean Cocteau e, nello stesso anno, in Tirate sul pianista di François Truffaut.

In tutta la sua carriera cinematografica, Aznavour lavorò non solo con registi francesi (Truffaut, Chabrol, Clair ecc.) ma anche italiani, tra cui Elio Petri in Alta infedeltà (1965), inglesi (Peter Collinson) e tedeschi (Volker Schlöndorff) dimostrando le proprie capacità attoriali sia in film impegnati sia in film "da cassetta".

Aznavour rimase sempre legato alle sue origini armene tanto da interpretare nel 2002 un regista impegnato nella realizzazione di un film sul genocidio armeno in Ararat - Il monte dell'Arca diretto da Atom Egoyan.