Il TOHorror Film Festival è oramai pronto ad riaprire i battenti, molte saranno le novità della 17° edizione, e noi saremo lieti di segnarvele in un prossimo articolo, al momento in fase di preparazione, ma ora è tempo di leggere le parole di chi crede da anni in questo festival.

Nel corso di una doppia intervista, Massimiliano Supporta (direttore artistico) e Alessia Gasparella (vice-direttrice) hanno illustrato quelle che sono le aspettative per questa edizione e le speranze per le prossime, facendo una sorta di bilancio sullo stato di crescita del TOHorror Film Festival.

Ecco la doppia intervista.

Partiamo dalla forma del festival. Da sempre la proposta culturale e cinematografica di Torino è abbondante e variegata. Come si inserisce la manifestazione all’interno del panorama degli eventi cinematografici del territorio?

(ms) Da molti anni il TOHorror Film Fest si è ritagliato uno spazio nel panorama del cinema cittadino e nell’immaginario Fantastico nazionale. É meta ambita tanto per giovani videomakers quanto per consumati scrittori, tutti con uno sguardo attento verso la dimensione che va oltre lo specchio. L’attenzione che riserviamo alle produzioni indipendenti, e alla libertà di pensiero che spesso contengono, è il canone intorno a cui costruiamo la nostra manifestazione, alla XVII edizione quest’anno. E lo facciamo con l’intenzione di scrutare con occhio disincantato ogni forma di traduzione al fantastico di quello che ci circonda, che non si esaurisce solamente nel film horror ma arriva alla fiaba animata, con un programma molto sfaccettato e dedicato a tutti i tipi di pubblico.

Maggiore età significa patente di guida. Viaggi o trasferte in arrivo?

(ms) Il TOHff comincia da qualche anno ad essere attenzionato dalle autorità che in Europa e nel mondo si occupano assiduamente di fantastico. Siamo stati invitati come ospiti in festival prestigiosi come Sitges, e restiamo in contatto virtuoso con altri. Siamo certamente un punto di riferimento del panorama italiano, ma anche un interlocutore credibile nel dialogo con l’estero. Da qualche anno abbiamo intrapreso un percorso di collaborazione con alcune manifestazioni cinematografiche del territorio, festival cinematografici indipendenti come SeeyouSound, Dong Film Fest e Piemonte Movie o realtà del territorio come il Mu.Fant, museo del fantastico e della fantascienza di Torino.

Passiamo adesso ai contenuti. Negli ultimi anni si è registrato un costante incremento delle opere ricevute. Quali linguaggi testimoniano le opere TOHorror?

(ag) Da qualche anno stiamo utilizzando, per le iscrizioni delle opere in concorso, le piattaforme online, come ad esempio FilmFreeWay, e questo permette al festival di avere una visibilità internazionale sempre più ampia. Ne sono dimostrazione le numerosissime iscrizioni provenienti da ogni parte del mondo. Questo tipo di piattaforme sono molto utili soprattutto per le produzioni indipendenti che non possono contare su grandi distributori internazionali e da sempre il TOHorror Film Fest ha un occhio di riguardo proprio per i progetti che hanno difficoltà a farsi conoscere e ad inserirsi sul mercato italiano e mondiale. Da quest’anno, abbiamo anche deciso di ampliare la nostra competizione con due nuove categorie: web serie e animazioni. Diverse opere di animazione avevano già trovato il loro spazio nel nostro programma e riscontrato un grande successo di pubblico e di critica durante le precedenti edizioni. L’anno scorso infatti il lungometraggio spagnolo “Psiconautas: los ninos olvidados” di Alberto Vasquez si è portato a casa sia il premio della giuria che quello del pubblico. Durante la XV edizione, invece, è stato il film italiano “Fantasticherie di un passeggiatore solitario” di Paolo Gaudio, realizzato con tecnica mista tra cui la stop-motion, a vincere il premio della giuria come miglior film.

A proposito, una panoramica dei Paesi di provenienza delle opere?

(ag) Praticamente da ogni paese. Quest’anno abbiamo ricevuto opere da 44 paesi diversi tra cui Iran, Israele, Corea del Sud, Perù, Turkmenistan, Bulgaria… rimangono in vantaggio come ogni anno gli spagnoli e i francesi che a quanto pare sono grandi amanti del genere fantastico!

Sulla base della provenienza variegata delle opere ricevute, quali sono le tendenze internazionali della produzione di genere?

(ag) Il genere fantastico non pone limiti all’immaginazione e gode di una quantità incredibile di possibili declinazioni. Per queste ragioni molti autori provenienti da ogni angolo della Terra si cimentano sempre più in questo tipo di cinema. Molti rimangono legati a tipologie care al cinema horror tradizionale (mostri, slasher film, home invasion…) ma, ampliando lo sguardo al genere fantastico senza restrizioni, si può vedere che si sta uscendo sempre più dai sentieri battuti per sperimentare ed esplorare nuovi universi, per parlare attraverso storie fuori dal comune di temi legati alla nostra quotidianità: traumi infantili, passaggio all’età adulta, elaborazione di un lutto…

E quali sono invece le specificità italiane?

(ms) Il cinema di genere italiano vive un momento assai complicato. Di fianco ad opere pregiabili e ad autori che non hanno altro bisogno che i mezzi per esprimersi, c’è una mancanza di fiducia da parte dei produttori indipendenti, e aggiungerei del pubblico italiano, nei confronti di idee partorite in Italia, in assoluta sudditanza al pensiero anglofono. Eppure di storie fantastiche in Italia ce ne sarebbero da raccontare…

Il Fest si svolgerà dal 17 al 21 ottobre prossimi, tra il Cineclub Blah Blah e il Cinema Greenwich in via Po. Perché seguire il TOHorror Film Fest?

(ms) Perché la dimensione del festival è unica. Perché al TOHff tra una proiezione e l’altra al TOHff autori, registi, sognatori e pubblico si mischiano e si raccontano. Perché alcuni progetti sono nati proprio al festival. Perché si può vivere l’esperienza di una visione esclusiva, di cinema indipendente, e collettiva. Perché il cinema va visto tutti insieme, e insieme bisogna sognare, qualche giorno l’anno. E ci accompagneranno in questa esperienza collettiva nomi del della letteratura e dei fumetti (De Filippi, Di Marino, Luceri, Camagni,), anteprime internazionali e nazionali (Evil Within, The Anthitesis), e la madrina del noir italiano Crisula Stafida. E sopratutto perché il TOHff si nutre dei suoi seguaci, perché senza la loro presenza, senza chi crede che ci sia qualcosa oltre lo specchio, noi non esisteremmo.