"Ferisce più la penna della spada." Questo modo di dire si confà alla perfezione per riassumere in poche parole la querelle apertasi tra la Marvel e Martin Scorsese, reo di aver criticato i film dello studio.

Tutto è scaturito da un'intervista che il regista newyorkese ha rilasciato pochi giorni fa nella quale ha affermato di non amare i film Marvel in quanto, secondo lui, non sarebbero da considerare cinema.

Più nel dettaglio, il regista di The Irishman ha detto:

Onestamente, la cosa che penso di questi film, per quanto possano essere fatti bene, con attori che fanno del loro meglio viste le circostanze, è che sono come i parchi a tema. Non è il cinema degli esseri umani che cerca di trasmettere esperienze emotive e psicologiche ad altri esseri umani.

Apriti cielo! A seguito di quest'affermazione si è aperto un dibattito dalle dimensioni epiche che ha chiamato in causa molti degli attori che hanno preso parte al Marvel Cinematic Universe, primo tra tutti Samuel L. Jackson (ovvero Nick Fury) il quale non ha esitato a controbattere - in modo vagamente sarcastico - al regista:

È come dire che Bugs Bunny non è divertente. I film sono film. Nemmeno a tutti piace la sua roba. Tutti hanno un’opinione, quindi va bene così.

Anche James Gunn, regista di Guardiani della Galassia, ha avuto modo di dire la sua, pur elogiando Scorsese e il suo cinema:

Scorsese è uno dei miei 5 cineasti preferiti. Mi sono sentito offeso quando la gente ha criticato e boicottato L’ultima tentazione di Cristo senza vederlo. Sono rattristato dal fatto che ora giudichi i miei film allo stesso modo. Detto questo, amerò sempre Scorsese, sarò sempre grato al suo contributo al cinema, e non vedo l’ora di vedere The Irishman.

Alquanto calorosa e sentita è stata invece la reazione di Karen Gillian (Nebula):

Vorrei dire che i film Marvel sono assolutamente cinema. Il cinema è uno story-telling visivo [...].

Checché se ne pensi a riguardo, la definizione data da Scorsese ai cinecomic come "parchi a tema" e non come cinema veicolo di un messaggio non si discosta tanto dalla realtà. Ma così come i parchi a tema non veicolano messaggi bensì emozioni, allora anche i film Marvel sono da considerarsi puro intrattenimento (a volte riuscito, a volte meno) che porta gli spettatori a provare emozioni almeno per la durata del film.

Anche perché i film Marvel non sono incentrati sugli esseri umani ma sui supereroi, e i supereroi a Scorsese non sono mai interessati; a lui interessano gli umani e le interazioni tra di essi. Punto.