Si sono ufficialmente concluse le riprese de L’uomo che poteva cambiare il mondo, la nuova ambiziosa co-produzione europea diretta da Anne Paulicevich. La sceneggiatrice di Tango Libre e Working Girls (film candidato all’Oscar nel 2020) firma qui il suo secondo lungometraggio, un dramma storico che mette a confronto la potenza dell’arte con la brutalità della dittatura.
Ambientato nel 1938, durante la visita ufficiale di Adolf Hitler in Italia, il film racconta di un autorevole archeologo (interpretato da Elio Germano) costretto da Mussolini a fare da guida ai due dittatori tra i tesori del Bel Paese. In un viaggio di quattro giorni tra Roma e Firenze, la bellezza dei monumenti diventa il terreno di uno scontro ideologico e umano di straordinaria attualità.
Accanto al pluripremiato Elio Germano, il cast internazionale vede Albrecht Schuch (Niente di nuovo sul fronte occidentale) nei panni di Hitler e Fausto Russo Alesi (Rapito, Esterno notte) in quelli di Mussolini. Completano il gruppo di interpreti Linda Caridi ed Edoardo Pesce.
Una co-produzione europea tra Italia, Germania e Belgio
Il progetto vanta un team produttivo di altissimo profilo che unisce le eccellenze del cinema continentale. Tra i produttori figurano la belga Versus (già dietro il successo di Vermiglio), la tedesca NiKo Film e le italiane Indigo Film (La Grande Bellezza) e PiperFilm. Quest’ultima si occuperà anche della distribuzione nelle sale italiane, mentre le vendite internazionali sono affidate a PiperPlay.
Girato tra l’Italia, Monaco di Baviera e il Belgio, L’uomo che poteva cambiare il mondo è stato realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura e di diversi fondi europei, confermandosi come uno dei titoli più attesi nel circuito dei festival internazionali della prossima stagione.
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