Torna La Bottega del Cineasta, la rubrica che dedica una manciata di parole su film che noi di Universal Movies riteniamo meritevoli (nel bene o nel male) di attenzione.

Oggi vi parliamo del film indiano Anand, il corto I’m here too, ed i classici Avatar e Moonraker – Operazione tuono, 007 del 1979.


Avatar di James Cameron – Il grande classico Avatar, capolavoro di James Cameron del 2009, campione di incassi sinora imbattuto a livello mondiale, è tutt’ora una pellicola incredibile. Cameron riesce a rielaborare una storia già nota in un’opera completa che ha alzato il livello degli effetti speciali a picchi inimmaginabili. In attesa dei sequels, Avatar mantiene il suo fascino, perdendo un pochino in termini di raffinatezza degli effetti digitali, ma rimane un film monstre, indispensabile per chi ama il cinema e ha il cuore curioso. Peccato che il protagonista, Sam Wortinghton, si sia perso per strada. Vincitore di 3 premi Oscar. Voto: 9


Anand di Hrishikesh Mukherjee – La pellicola indiana del 1971 è molto nota nel suo paese d’origine, se si pensa che nella classifica dei film indiani di IMDB risulta essere tutt’ora al primo posto. Il film racconta di un malato terminale che, contro le aspettative del medico e degli amici, ha un approccio alla vita positivo e allegro, scatenando una serie di situazioni gradevoli e imprevedibili. Intervallato dagli immancabili intermezzi musicali, Anand trova nel protagonista, il bravo Rajesh Khanna, il suo volto. Gli anni passati lo rendono un po’ ingenuo e, a tratti, tedioso, ma rimane un’opera importante nella cinematografia indiana. Il film è stato per anni campione di incassi e, recentemente, è stato inserito nella lista dei 25 film indiani da vedere prima di morire! Voto: 6


Moonraker – Operazione spazio di Lewis Gilbert – Nel 1979 James Bond era interpretato da Roger Moore. Sebbene il film annunciato per quell’anno fosse Solo per i tuoi occhi, il produttore Broccoli preferì mettere in produzione Moonraker per cavalcare l’onda del genere spaziale dopo il successo galattico di Star Wars. Il film di Gilbert è veramente molto camp e risibile, con numerosi situazioni involontariamente comiche. Sebbene presenti un antesignano dello Space Shuttle, i motivi di interessi si fermano qui. Inutili le presenze della bond-girl Corinne Clery e del tiepido Michael Lonsdale nel ruolo del cattivo. Candidato agli Oscar per gli effetti speciali, il film non vinse nulla ma incassò tantissimo. Voto: 5


I’m here too di Brendan Byrne e Marissa Kaye – Il tema della depressione è un argomento forte e importante come anche quello dei suicidi adolescenziali. A fronte di una premessa eticamente virtuosa, il cortometraggio di Byrne e Kaye non colpisce il segno. Il percorso della protagonista è legnoso e episodico fino ad un epilogo pasticciato che risulta quasi inneggiare al potere salvifico del suicidio. Missione fallita! Voto: 4






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