La ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma si è aperta con La vita va così, ultimo lavoro scritto e diretto da Riccardo Milani che porta al cinema una storia ispirata a fatti realmente accaduti.
Il film uscirà nelle sale italiane il prossimo 23 ottobre 2025, distribuito da Medusa Film e Piper Film; vi presentiamo la nostra recensione.
Qual è la trama di La vita va così?
Alla soglia del nuovo millennio, su una costa incontaminata del sud Sardegna, Efisio Mulas, pastore
solitario e custode di un tempo che sembra non esistere più, difende con ostinazione la sua terra
dai progetti di Giacomo, potente imprenditore deciso a trasformarla in un resort di lusso.
Mariano, capo cantiere pragmatico, cerca di convincerlo a vendere, mentre Francesca, la figlia, si
trova sospesa tra l’attaccamento alle proprie radici e l’urgenza di cambiamento che attraversa la
comunità.
Quando la disputa approda in tribunale, a dirimerla è Giovanna, giudice originaria di quei luoghi.
Mentre la comunità guarda con speranza al futuro, il rifiuto di Efisio resta l’unica voce a difesa di
identità e territorio: perché a volte, proprio perché “la vita va così”, bisogna fermarsi e scegliere
da soli la propria strada.

La nostra recensione di La vita va così
La vita va così, diretto da Riccardo Milani, è un film che si prende il tempo necessario per raccontare una storia semplice ma densa di significato, ambientata in una Sardegna aspra e bellissima. La regia di Milani è misurata, attenta, quasi pudica: non cerca di imporsi, ma accompagna lo spettatore con discrezione, lasciando che siano i luoghi e i volti a parlare.
In questo senso, la fotografia gioca un ruolo fondamentale. Firmata da Simone D’Onofrio e Saverio Guarna, è uno degli elementi più riusciti del film: ogni inquadratura sembra costruita per restituire la forza del paesaggio, la sua solennità, la sua resistenza al tempo. La luce naturale domina, e il modo in cui viene catturata contribuisce a creare un’atmosfera sospesa, dove il confine tra realtà e memoria si fa sottile. I colori sono terrosi, de-saturati, e raccontano una terra che non ha bisogno di essere abbellita, ma solo
rispettata.
Il cast è guidato da Giuseppe Ignazio Loi, che interpreta Efisio Mulas con una naturalezza sorprendente. La sua presenza scenica è magnetica, e riesce a trasmettere con pochi gesti la dignità di chi vive in simbiosi con la propria terra. Accanto a lui, Virginia Raffaele dà vita a Francesca, una figura complessa e delicata, lontana dai ruoli comici che l’hanno resa celebre. La sua interpretazione è misurata, profonda, e aggiunge una nota di fragilità al racconto.
Diego Abatantuono, nel ruolo dell’imprenditore Giacomo, offre una prova solida e riflessiva, mentre Aldo Baglio, nei panni del capo cantiere Mariano, porta sullo schermo una figura concreta e umana. Geppi Cucciari, nel ruolo della giudice Giovanna, è una presenza vivace e ironica, capace di alleggerire con intelligenza i momenti più tesi.
Il film non cerca di dare risposte, ma di porre domande. Il suo messaggio è chiaro: in un mondo che corre verso il cambiamento, è fondamentale interrogarsi su cosa si rischia di perdere.
La vita va così parla di scelte, di identità, di memoria, e lo fa con una sincerità che arriva dritta al cuore. Non è un film perfetto, ma è un film onesto, che merita di essere ascoltato e guardato con attenzione.
La vita va così | Recensione del film di Riccardo Milani

Regista: Riccardo Milani
Data di creazione: 2025-10-20 10:03
2.5
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Fatto molto bene . Commovente . Fa riflettere .