Tutti i giorni, per molte ore al giorno, noi di Universal Movies vediamo tantissimi film per consigliarvi al meglio nelle vostre scelte cinematografiche, ecco quindi un nuovo appuntamento con la rubrica La Bottega del Cineasta.

Speriamo che possa servirvi e che possa divertirvi.

  • Rolling thunder di John Flynn – Il film, del 1977, ha la prima mezz’ora che è completamente simile alla prima puntata del serial Homeland, ed è veramente impressionante come gli ideatori abbiano scippato a piene mani questa pellicola per confezionare il telefilm di successo. Ma, dopo, il film prende la piega del revenge-movie. Un film solido, di quelli che si facevano una volta. Bravissimo William Devane, in uno dei pochi suoi ruoli da protagonista, accompagnato da un giovanissimo Tommy Lee Jones, che sembra il fratello gemello di Tom Hardy. La solidità del racconto è anche merito della sceneggiatura firmata Paul Schrader. Voto: 8
  • La fine del mondo di Ranald MacDougall – Un film che, coperto da una facciata sci-fi, in realtà parla di altro, molto altro. Prima di tutto il protagonista è un nero, Harry Belafonte, che nel 1959 non era così scontato. L’unica donna rimasta viva dopo la fine del mondo è una wasp anni ’60, con una storia d’amore all’orizzonte che rimane trattenuta. E Mel Ferrer fa il terzo incomodo. Tematiche forti, moderne, per un’opera che ha un taglio veloce e ottimi effetti speciali. Nella filmografia di MacDougall, forse il suo film più importante come regista. Assolutamente da recuperare. Voto: 8
  • Fango, sudore e polvere da sparo di Dick Richards – Richards è un regista che, in 14 anni ha girato solo 7 film. Questa è la sua prima opera e sicuramente la più importante. Il tentativo del regista è stato, nel 1972, lo stesso operato da Mel Gibson con La passione di Cristo: smitizzare un genere mostrandone il lato oscuro. Tanto sangue, tanta violenza, tanto sudore per rappresentare come la vita del cowboy sia meno edulcorata rispetto a quella mostrataci dal cinema negli anni precedenti. Finale un po’ scialbo per un film comunque ottimo, montato benissimo e con una bella fotografia. Voto: 7
  • Return of the Secaucus seven di John Sayles – Film dalla struttura pressochè identica al ben più famoso Il grande freddo di 4 anni dopo, ha rappresentato, negli anni, un modello da seguire e lanciato la carriera di Sayles come regista off. In realtà, dopo l’ottima premessa, il film perde di interesse poichè, a differenza del film di Kasdan, questo non ha nessun evento drammatico che faccia da traino alla storia. Quindi, a metà pellicola, si ha un po’ l’impressione che si giri a vuoto. Comunque da recuperare per vedere un pezzo di storia del cinema.  Voto: 6

 

Ecco tre trailer per voi: