Torna La Bottega del Cineasta, ed oggi ci divertiamo a commentare quattro film, molto diversi tra loro, ma che potranno deliziarvi le serate estive. Ecco le mini-recensioni di Happy Together, Batman, Il pranzo di Babette e Delicatessen.

  • Il pranzo di Babette di Gabriel Axel – “Nessun artista è povero”: questa frase meravigliosa arriva come uno schiaffo nel mezzo del bel film danese, vincitore del premio Oscar come miglior film straniero nel 1988. Il film di Axel ha un sapore antico, delicato, di cinema di altri tempi, ma non è noioso nè sorpassato. Il tema dell’accoglienza e della riconoscenza dell’accolto sono temi attualissimi e consiglio a tutti di vedere quest’opera per poter osservare con occhi diversi il nostro presente. Fantastici gli attori e meravigliosa tutta la parte dedicata al pranzo del titolo. Voto: 8
  • Happy together di Wong Kar-Wai – Il famoso regista ci ha abituato ad un cinema turgido, fortemente melò ed elegante. Quest’opera non si discosta dalle altre opere del regista: una storia d’amore e odio tra due uomini che si trasferiscono in Argentina, una storia di rimpianti, ripicche, litigi, tradimenti e inseguimenti. Bel film, che non ha una singola inquadratura buttata lì per fare, ma che ha nella ricercatezza il suo marchio di fabbrica. Voto: 7
  • Batman di Tim Burton – Questo è il primo Batman cinematografico dell’era moderna e, un po’, il precursore dell’onda lunga dei cinecomic che arriva fino ai giorni nostri. Diretto da Burton, con Keaton, Kim Basinger e Jack Nicholson che interpreta un grande Joker e la colonna sonora di Prince. Visto col senno di poi e dopo essere passato sotto gli occhi il Batman di Nolan, qui si nota molto la vena pop del regista e l’occhio spalancato verso la serie Tv degli anni ’60. Il film, di fatto, è la storia della nascita del Joker e Batman fa da contorno. Si nota la totale mancanza di azione nelle scene di combattimento: Batman sta spesso fermo o vola o salta o poco altro. Come tutti i film di Burton, le premesse sono più interessanti dello svolgimento, ma merita comunque di essere visto. Voto: 7
  • Delicatessen di Marc Caro e Jean-Pierre Jeunet – Questo è un altro film dalle premesse ambiziose e dallo svolgimento annacquato. In un mondo post-apocalittico, sorge un palazzo dove il capo è il macellaio di zona. Questi dispensa carne umana ai condomini, adescando malcapitati e ignari. Grande stile visivo e ottime trovate che si risolvono in un nulla di fatto e che lascia la sensazione di “Tutto qui?” al termine del film. Ma i registi hanno stoffa e l’hanno dimostrato negli anni. Voto: 6