Questa sera torna la nostra rubrica La Bottega del Cineasta, e per l’occasione siamo lieti di parlarvi di L’inganno, il nuovo film diretto da Sofia Coppola, appena uscito nelle sale. Questa è la nostra prima recensione, ne seguirà una molto più tradizione.

L’Inganno è il nuovo film di Sofia Coppola premiato con la palma per la miglior regia al festival di Cannes. Il cast di questa pellicola ambientata durante la guerra civile americana è semplicemente spaziale. Ad affiancare stelle di prima grandezza come Nicole Kidman e Colin Farrell troviamo infatti la giovane e rampante Elle Fanning e la talentuosa Kirsten Dunst.

TRAMA.

1864. in Virginia imperversa la guerra civile tra Unionisti e Confederati. Il caporale nordista John McBurney, ferito ad una gamba, viene ritrovato in un bosco e soccorso da una bambina che lo porta nella sua residenza, un ricovero per giovani donne. Nella mansione il militare viene curato dalla signora Martha, direttrice dell’istituto, inizialmente dubbiosa sulla permanenza di un militare nemico in un luogo per sole donne. In poco tempo infatti il caporale, tutt’altro che voglioso di essere rimandato al fronte o nelle carceri sudiste, creerà un intrigo romantico con malefica astuzia. Tutte le ragazze della residenza litigheranno per accaparrarselo.

IL FILM.

L’Inganno rappresenta il secondo remake cinematografico, dopo quello del 1971, del romanzo The Beguilded di Thomas P. Cullivan. Quei pochi che avranno visto il film del 1971, però, noteranno come Sofia Coppola abbia messo molto del suo nel riadattamento del 2017, modificando radicalmente la sceneggiatura. Infatti, molto più del predecessore, questo film strizza lo sguardo al femminismo, alla capacità delle donne di fare squadra contro le sciagure portate dal maschio.

Il problema è che, per arrivare a comprendere questo messaggio, lo spettatore è costretto ad una maratona cinematografica dal ritmo estremamente compassato, a tratti eccessivamente lento. Nonostante però le vicende evolvano con una lentezza asfissiante, non si può dire che questo film sia noioso, al contrario. La qualità della scrittura e la bravura di interpreti eccezionali riescono a mantenere vivo l’interesse, nell’attesa di capire quale altro intrigo amoroso il Caporale McBurney sarà pronto ad escogitare.

In particolare Nicole Kidman, nei panni di un’austera padrona di casa oscillante tra il desiderio di sentirsi ancora donna e la responsabilità della vita delle ragazze che ha in affidamento, rivela ancora una volta delle qualità recitative straordinarie. Stesso discorso per un Colin Farrell, la cui estrema versatilità lo rende credibilissimo anche come intrigante e pericoloso soldato del XIX secolo.

Infine un’avvertenza per gli appassionati di film storici. L’Inganno, seppur ambientato nel contesto della guerra civile americana, non tratta praticamente nessuno di quei temi. Esso, infatti, utilizza il contesto storico il minimo indispensabile e focalizza tutta l’attenzione sul rapporto uomo/donna e su sentimenti quali gelosia, passione o rabbia. Insomma molto più una sorta di impegnata e valida commedia romantica che un una pellicola storica.

VERDETTO.

L’INGANNO NON E’ UN FILM PER TUTTI. IL RITMO MOLTO LENTO POTREBBE SCORAGGIARE MOLTI AD APPREZZARE I DETTAGLI DI UNA TRAMA ORIGINALE, UNA SCRITTURA PROFONDISSIMA E UNA RECITAZIONE DA OSCAR.

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