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La Bottega del Cineasta – La Recensione di Dogman, il film di Matteo Garrone

A distanza di alcune settimane dall’esordio nelle sale italiane di Dogman, il nuovo film diretto da Matteo Garrone torna protagonista sulle nostre pagine con una nuova recensione relativa alla nostra rubrica intitolata La Bottega del Cineasta.


Sorrentino e Garrone, con tutta probabilità i massimi esponenti del Cinema Italiano dei nostri anni, ricalcano le vestigia del dualismo artistico tra i mostri sacri Fellini e Pasolini. Il primo, incorreggibile manierista, il secondo, legato a tematiche più vicine al popolo, affrontate attraverso un Neorealismo rivisitato. Dogman, ultima fatica di Matteo Garrone, non fa da eccezione a questa regola.

Marcello (Marcello Fonte), un gracile toelettatore innamorato dei suoi cani, è tampinato da Simone (Edoardo Pesce), ex pugile e ora cane sciolto di borgata, cocainomane e spauracchio del quartiere. L’imparagonabile stazza fisica dei due protagonisti, pone Simone in totale supremazia nei confronti di Marcello, come se l’alternarsi plongée – contreplongée fosse il motivo costante di tutto il film. Questo squilibrio sfocia in favori che mettono in pericolo Marcello. E si sa: quando si tira troppo la corda, alla fine si spezza. Nella scena in discoteca, “Simoncino” appare interessato al divertimento della sua vittima, ma non è che il contentino per l’imminente arresto di Marcello, incastrato dall’ennesimo piacere estirpatogli. L’anno di reclusione forgia il carattere del “canaro”, ma come visto in ‘Carlito’s way’, sfuggire al proprio destino di ultimi non è mai semplice. Specialmente se il film in questione trae ispirazione da una storia vera.

Dogman è un film del 2018 diretto da Matteo Garrone. Tratto dal caso di cronaca nera del Canaro, Garrone ne ricava un film liberamente ispirato all’avvenimento, senza cadere in una narrazione fedele; interesse del regista romano è piuttosto quello di analizzare il sottobosco del brutale omicidio che ha sconvolto gli anni ’80, riportando lo spettatore nelle atmosfere noir de L’imbalsamatore.

Divorziato e padre di Alida, Marcello è un supereroe moderno, incapace di non scivolare nelle stesse brutalità da cui protegge sua figlia. Un personaggio interpretato da Marcello Fonte con irresistibile naturalezza, qualità che gli è valsa la Palma d’Oro come migliore attore al Festival di Cannes.

La scena finale, magnificamente incorniciata dal direttore della fotografia Nicolai Brüel, raffigura l’innocenza strappata dal protagonista, in un parco giochi desolato, ormai solo a combattere con demoni ben più grandi di lui. Idea filmica nata 12 anni fa, Dogman è stata una fatica che rischiava di scoraggiare Garrone dal regalarci un’autentica perla cacio e pepe.

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