Tutti i giorni, per molte ore al giorno, noi di Universal Movies vediamo tantissimi film per consigliarvi al meglio nelle vostre scelte cinematografiche, ecco quindi un nuovo appuntamento con la rubrica La Bottega del Cineasta.

Speriamo che possa servirvi e che possa divertirvi.

  • Julieta di Pedro Almodòvar – Il grande regista confeziona un film veramente eccezionale. Superba interpretazione delle due protagoniste che rappresentano lo stesso personaggio, sceneggiatura intensissima, regia pressochè perfetta per un film apparente intimo e banale ma che getta un ombra su quanto poco sappiamo delle persone che ci stanno intorno. Dopo il deludente Gli amanti passeggeri, Almodòvar si conferma uno dei pochi registi che oggi possono vantare un marchio di fabbrica così evidente e una regia ormai consapevole della propria grandezza. Vagamente hitchcockiano in alcuni momenti, senza il melò esagerato di alcune sue opere precedenti, il regista dispiega mano a mano una vicenda piccola di profondo dolore, con grande pudore. Voto: 8
  • La corsa di Jericho di Michael Mann – Primo lungometraggio del grande regista Michael Mann, nato per la tv, il film si inserisce nel filone del riscatto sociale e della vittoria sportiva, un po’ sulla falsariga dei vari Rocky. Qui abbiamo l’ambientazione carceraria con tutto quello che ne consegue, e devo dire che i clichè ci sono proprio tutti. Ma il personaggio principale Larry “Rain” Murphy, interpretato da Peter Strauss è dannatamente scritto bene e interpretato benissimo. Quindi guardi il film, vorresti essere critico e cinico, ma alla corsa finale del nostro piangi come un minorenne. Lo ameranno tantissimo gli uomini. Da vedere. Voto: 7
  • I tre giorni del condor di Sydney Pollack – Negli anni ’70 film così ne facevano a vagoni, poi l’oblio, a parte qualche sporadico tentativo di restyling. Peccato perchè il genere del thriller politico è molto intrigante e questo è forse uno dei capostipiti del genere. Con una sequenza iniziale veramente shockante e violenta, il film presenta Robert Redford in stato di grazia e Faye Dunaway. Regia ottima e sceneggiatura di difficile digeribilità per un film che comunque entra nella storia del cinema di diritto. Voto: 7
  • Rapporto confidenziale di Orson Welles – Nel 1955 Orson Welles era ormai consapevole dell’importanza cinematografica di Quarto potere e, con questo film, pesca a piene mani da quel film mescolando il tutto con gli stilemi classici del noir. Quindi abbiamo un segreto da scoprire rappresentato da una parola chiave, donne belle e pericolose, ambientazione fortemente barocca e scene oblique o con movimenti di macchina vertiginosi. Il miscuglio però non sempre funziona e Welles stesso interpreta Arkadin in una maniera che sfiora spesso il ridicolo. Film comunque buono che deve essere visto per capire il genio del grande regista. Voto: 7

 

Ecco a voi qualche trailer: