Un inizio folgorante, una carriera divisa in due tra cinema sociale e blockbuster di puro intrattenimento: scopriamo chi era il regista John Singleton, segnato da un destino troppo crudele.

Singleton nasce a Los Angeles nel 1968 e da giovanissimo si avvicina alla macchina da presa. Il suo esordio risale al 1991 quando, all'età di 23 anni, dirige il suo primo film Boyz n the Hood con cui riceve una nomination all'Oscar: è tuttora il regista più giovane a essere nominato alla statuetta.

Da molti paragonato a Spike Lee per il cinema dalla forte impronta sociale riguardante gli afroamericani, Singleton dirige successivamente Poetic Justice (1993) e L'università dell'odio (1996) che però non ricevono gli stessi onori della critica dell'esordio.

Con Rosewood (1997), Singleton affronta il dramma storico a sfondo razzista ripercorrendo i tragici eventi del massacro di Rosewood avvenuto nel 1923 quando un gruppo di bianchi uccisero otto persone di colore.

Dopo questo film, il regista si approccia a un cinema più commerciale e tipicamente hollywoodiano con il remake/sequel di Shaft (2000) e 2 Fast 2 Furious (2003).

Ormai bistrattato dalla critica e dal pubblico (gli ultimi film si rivelano dei flop al botteghino), dirige Taylor Lautner nell'action Abduction - Riprenditi la tua vita (2011) che risulta essere il suo ultimo lavoro per il cinema.

Da ricordare anche la sua collaborazione con Michael Jackson per cui realizza il videoclip Remember the Time.

Due settimane fa un violento ictus colpisce il regista che gli causa un coma irreversibile. E' di oggi la notizia secondo la quale la famiglia ha deciso di staccare definitivamente il respiratore.

John Singleton è stato un regista dalla doppia anima la cui unica colpa è stata quella di piegarsi alle regole ferree di Hollywood; ma il destino gli si è dimostrato fin troppo crudele.