Il regista Joe Carnahan, recentemente tornato alla ribalta con il successo del film RIP, è attualmente coinvolto in una complessa vicenda giudiziaria con l’ex compagna Michelle Crosby.
Crosby, avvocato di New York, ha presentato una contro-denuncia presso la Corte Superiore di Los Angeles accusando il regista di percosse, aggressione sessuale e stalking. Secondo quanto riportato dai documenti legali (via THR), la donna sostiene che il rapporto, iniziato nel 2020, sia stato segnato da molteplici episodi di violenza fisica avvenuti tra la fine del 2023 e il 2024.
Dal canto suo, Joe Carnahan nega fermamente ogni accusa attraverso i suoi legali, definendo le affermazioni della Crosby come una campagna ritorsiva e priva di fondamento. Il regista ha a sua volta intentato una causa contro la donna, contestandole il danneggiamento di un’auto di sua proprietà e sostenendo di essere stato vittima di molestie e aggressioni fisiche da parte di lei. La difesa di Carnahan sottolinea inoltre come le accuse siano emerse in concomitanza con il lancio promozionale del suo ultimo lavoro cinematografico (RIP), ipotizzando un tentativo di interferenza mediatica.
Le autorità competenti hanno esaminato le denunce presentate, ma al momento l’ufficio del procuratore distrettuale della contea di Riverside ha deciso di non procedere con l’incriminazione per “mancanza di prove sufficienti“. Nonostante ciò, la Crosby ha ribadito la volontà di proseguire la battaglia legale, richiedendo un risarcimento danni e accusando il regista anche di furto di beni personali. La vicenda si inserisce in un momento professionale particolarmente florido per Carnahan, il cui film RIP, interpretato da Ben Affleck e Matt Damon, ha registrato numeri record su Netflix nelle prime settimane di distribuzione.
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La situazione rimane in evoluzione, con entrambe le parti in attesa di ulteriori sviluppi nelle sedi civili e penali. Mentre l’industria osserva con attenzione, Carnahan ha ribadito tramite il suo portavoce l’intenzione di tutelare la propria famiglia e la propria immagine nelle aule di tribunale. Al momento, né Netflix né la casa di produzione Artists Equity hanno rilasciato commenti ufficiali in merito alla vicenda personale del regista.
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