Si è appena tenuta la prima italiana del meraviglioso Io, Daniel Blake di Ken Loach, pellicola vincitrice della Palma d’Oro al festival di Cannes come miglior film. Al termine della proiezione di questo capolavoro acclamato dalla critica, il navigato regista britannico ha rilasciato una lunga conferenza stampa ai giornalisti italiani. Ovviamente Universal Movies era lì per voi.

Molte le questioni trattate durante un’ora abbondante di chiacchierata. In particolare il tema sociale, elemento predominate del film, ha tenuto banco e il regista, come di consueto, non si è tirato indietro nel dire la sua, mescolando il cinema alla attuale situazione politica:

“Nel mio paese, il Regno Unito, oramai lo Stato fa sentire in colpa il cittadino per il fatto di essere povero. Lo rimprovera di non riuscire a trovare un lavoro, lo punisce se non dimostra di cercarlo con sufficiente determinazione, ma la verità è una e una sola. Il lavoro non c’è e quando c’è è da fame. Il protagonista del film, Daniel, un uomo per bene come tanti, è morto in attesa di ricevere un sussidio per invalidità che non è mai arrivato. E il suo caso è molto comune al giorno d’oggi”. 

Molti hanno chiesto a Loach quale sia stata l’ispirazione per quest’ultimo film, così terribilmente forte e reale. Il regista non ha avuto dubbio nel rispondere:

“L’ispirazione mi è arrivata dalla gente comune del mio Paese, dalla vita di tutti i giorni. Nella mia città natale, Nuneaton, centinaia di persone vengono sfrattate dai proprietari di casa solo perché si lamentano delle pessime condizioni in cui vivono. Migliaia di giovani non più giovani, superati i trent’anni, sono ancora costretti a vivere con i genitori. Moltissime persone guadagnano meno di quattro sterline l’ora con contratti a zero ore. E’ una situazione perfetta per le grandi aziende che necessitano di manodopera a basso costo, ma terribile per i lavoratori”. 

Essendo il clima dell’intervista così poco cinematografico e così tanto politico, come Universal Movies, abbiamo chiesto a Ken Loach come avrebbe votato il protagonista Daniel Blake al referendum per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea e lui ha dato una risposta molto articolata e interessante.

“Al contrario di quello che si pensa, per Brexit non hanno votato solo le persone della destra nazionalista.  Molti sessantenni come Daniel,  esponenti di un ceto medio massacrato dalla deindustrializzazione e dalle privatizzazioni, seppur di sinistra, hanno deciso di dare un voto di protesta. Lontani dal parlamento di Londra, abitanti delle zone più depresse dell’Inghilterra del Nord, molti uomini maturi hanno deciso che se l’Europa è questa, se l’Europa non aiuta la gente che lavoro, allora è meglio cambiare”. 

STAY TUNED PER LA RECENSIONE DI QUESTO CAPOLAVORO IN USCITA IL 21 OTTOBRE!