Sbarca al 72° Festival di Cannes il nuovo film del regista Marco Bellocchio dal titolo Il Traditore. Questa la nostra recensione.

Il cast del film conta i nomi di Pierfrancesco Favino, Luigi Lo Cascio e Fausto Russo Alesi. La pellicola è disponibile dal 23 Maggio 2019 in oltre 350 sale cinematografiche.

Lo chiamavano il Boss dei due mondi: amava le donne e la vita elegante; era definito come un gentleman dai modi raffinati ed educati che millantava un’amicizia con Giovanni Falcone. Tommaso Buscetta è il protagonista di questa storia tutta italiana, che ripercorre gli anni in cui il Boss si distacca da Cosa Nostra e intraprende un percorso difficile, per difendere i suoi figli e la sua famiglia.

RECENSIONE

14 minuti di applausi al 72° Festival di Cannes per Marco Bellocchio: è vero che la notorietà non si conquista in pochi minuti, ma con Il Traditore il regista piacentino ribadisce la sua ottima capacità di fare cinema. Questa volta l’uomo de I pugni in tasca affronta un tema culturalmente e geograficamente lontano da lui ma che, superata l’incertezza iniziale e grazie ad un cast a cinque stelle e un’equipe degna di nota, è riuscito a produrre un film epico (non eroico, sia ben chiaro) di impegno civile.

Protagonista della storia è “Il Boss dei due mondi”, quel Tommaso Buscetta che in 400 e passa pagine spiegò la struttura piramidale di Cosa Nostra al giudice Giovanni Falcone, permettendo così l’organizzazione del Maxiprocesso in cui furono imputati 475 affiliati alla mafia difesi da circa 200 avvocati.

In un continuo mescolarsi tra passato e presente, tra gli anni del processo e il primo “lavoro”, tra le note calde della Sicilia, la vita mondana a Rio de Janeiro e l’esilio negli Stati Uniti,  la regia di Marco Bellocchio riesce magistralmente a condensare in 145 minuti un’intera vita, lasciando però ampio spazio al gesto più coraggioso e corretto che Tommaso Buscetta fece nella sua vita. Un ritratto di un uomo che amava profondamente la sua numerosa famiglia, che agiva secondo la (sua) moralità, che rinnegava quelle stragi crudeli e senza senso operate dai Corleonesi, che si dichiarò sempre come un uomo d’onore e mai come un traditore. Magico e quasi commovente il finale delle storia, con un Favino-Buscetta romantico e nostalgico, che attende la fine della sua vita.

Ad impersonare il Boss raffinato è Pierfrancesco Favino (ingrassato di nove chili) che raggiunge l’apice della sua carriera cinematografica con un’ottima e inattaccabile interpretazione. Al suo fianco e non in secondo piano, Luigi Lo Cascio in Totuccio Contorno, Maria Fernanda Cândido nei panni della moglie brasiliana e Fausto Russo Alesi al cui spetta il compito di onorare il giudice Giovanni Falcone.

Il traditore di Marco Bellocchio è un film che rimarrà nella storia, perché è proprio la Storia che viene raccontata… quella nostra, che ci appartiene e che non dobbiamo dimenticare.


Il Traditore
Overall
4.5

Summary

Lo chiamavano il Boss dei due mondi: amava le donne e la vita elegante; era definito come un gentleman dai modi raffinati ed educati che millantava un’amicizia con Giovanni Falcone. Tommaso Buscetta è il protagonista di questa storia tutta italiana, che ripercorre gli anni in cui il Boss si distacca da Cosa Nostra e intraprende un percorso difficile, per difendere i suoi figli e la sua famiglia.

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