Quello di oggi è stato un risveglio brusco, uno di quelli che non vorremmo mai avere. Abbiamo appreso la notizia della morte di Paolo Villaggio avvenuta all’età di 84 anni, l’uomo che creò l’immortale personaggio di Fantozzi.

Paolo Villaggio nasce nel 1932 a Genova. Dopo gli studi, e dopo aver abbandonato la facoltà di giurisprudenza, diventa cabarettista sulle navi da crociera. Nel dopoguerra, Villaggio stringe una solida amicizia col conterraneo Fabrizio De André per il quale scriverà anche una canzone (Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers).

Nel 1968 esordisce sul piccolo schermo conducendo il programma Quelli della domenica dove mostra al pubblico due dei suoi personaggi più celebri: il professor Kranz e Giandomenico Fracchia, ma saranno i monologhi del ragioniere Ugo Fantozzi a entrare nella memoria degli italiani.

Tali monologhi verranno trascritti da Villaggio in alcuni libri dedicati allo sfortunato ragioniere in cui compaiono altri personaggi destinati a diventare autentiche icone: la moglie Pina, la figlia Mariangela, il ragonier Filini, la signorina Silvani, il Megadirettore Galattico.

Il passaggio dalla pagina scritta al cinema è inevitabile e, nel 1975, esce al cinema Fantozzi, diretto da Luciano Salce. Il film è un successo incredibile al botteghino e lancia attori e personaggi con maggior risonanza rispetto ai libri.

L’anno seguente esce Il secondo tragico Fantozzi, sempre per la regia di Salce, che contiene la celebre scena della “Corazzata Kotiomkin” assurta come atto di accusa contro un certo intellettualismo generale.

Negli anni ’80 Villaggio prosegue con le avventure cinematografiche di Fantozzi, ma portando al cinema anche Fracchia in due film: Fracchia la belva umana (1981) e Fracchia contro Dracula (1985).

Negli anni seguenti, Villaggio prende parte a film comici insieme ad altri attori allora sulla cresta dell’onda: I pompieri, Scuola di ladri, Grandi magazzini e Rimini Rimini.

Nel 1989, Villaggio viene chiamato da Federico Fellini per recitare in La voce della Luna accanto a Roberto Benigni. Il film, presentato fuori concorso al festival di Cannes, permette a Villaggio di vincere il David di Donatello come miglior attore.

Da ricordare è anche la collaborazione con Ermanno Olmi per il film Il segreto del bosco vecchio (1993), tratto dal romanzo di Dino Buzzati, per il quale Villaggio vince il Nastro d’Argento. Cari fottutissimi amici di Mario Monicelli viene presentato al festival di Berlino dove riceve l’Orso d’argento nella sezione menzione speciale.

Nel 1992, Gillo Pontecorvo, allora direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, decide di assegnare a Villaggio il Leone d’oro alla carriera.

Gli anni Novanta vedono il proseguimento delle disavventure di Fantozzi, senza però eguagliare il successo dei primi film. L’ultimo film dedicato al famoso personaggio, Fantozzi 2000 – La clonazione, è un flop di pubblico e critica a causa anche della mancanza del ragionier Filini, da sempre interpretato da Gigi Reder morto anzitempo.

Negli ultimi anni, Villaggio prende parte ad alcuni film in piccole parti come ad esempio Torno a vivere da solo di Jerry Calà (2008), Generazione 1000 euro (2009) e Questione di cuore (2009).

Paolo Villaggio è stato un attore in grado di irridere gli italiani riproponendo (ed esasperando con vis comica, sia verbale che fisica) i vizi e le (poche) virtù del Belpaese, creando inoltre una maschera come quella di Fantozzi che può essere annoverata tra le migliori creazioni che il cinema abbia mai visto alla pari di quella di Charlot.

Questo è il nostro ricordo di questo straordinario attore. Riproponiamo di seguito la celebre scena del cineforum aziendale presente in Il secondo tragico Fantozzi: