2 commenti su “Il Divin Codino, la recensione del film Netflix su Roberto Baggio”

  1. forse proprio perchè da un pezzo non ho più vent’anni e non ho bisogno di farmi spiegare chi fosse stato Baggio, sono rimasto piacevolmente sorpreso dal taglio psicologico che gli autori hanno voluto dare al film, che mi sono goduto, lasciandomi coinvolgere, senza mai annoiarmi.
    Purtroppo è vero che la figura di Sacchi non mi pare particolarmente ben centrata, tant’è che ci ho impiegsato un po’ prima di capire che fosse lui.
    Alla fine credo che la storia di Baggio fosse un pretesto per raccontare quanto può essere complesso il rapporto tra padre e figlio; anche e forse soprattutto quando il padre viene da umili e oneste origini e il figlio è dotato di un talento immenso.
    Quindi, pur comprendendo le ragioni sportive deluse della critica, non condivido il rating che avetre attirbuito all’opera. Per me é un ottimo film.

  2. Ci aggiungo anche il fatto, purtroppo, che il film e` una grande e continua pubblicita` alla Diadora, sponsor tecnico di USA 94 e non degli altru due mondiali a cui Roberto Baggio partecipo` . Il film e` triste per quasi tutti i 92 minuti. Roby Baggio era fragile ma non depresso come descritto nel film. Claudio da Oxford.

Lascia un Commento...

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.