Abbiamo visto Casa (Home), il nuovo episodio di The Orville 2, andato in onda il 24 gennaio su Fox, canale di Sky. Ecco il nostro commento.

Casa intesa come affetti, famiglia, calore… Questo è il senso del titolo del terzo episodio della seconda stagione di The Orville. Un episodio che, come i precedenti Ja’loja e Bisogni Primordiali, si focalizza sul carattere dei personaggi, ed in particolare sul Tenente Alara Kitan, sottolineandone quelle che sono le debolezze, spesso causa di profonde inquietudini.

MacFarlane, differentemente dal solito, per Casa ha voluto aprire una parentesi in cui la sua proverbiale ironia, la comicità a volte demenziale, ed il solito sarcasmo, non trovano spazio. Ne risulta un episodio estremamente gradevole e coinvolgente, ma nel contempo intimo e a tratti commovente, la cui spinta emotiva non lascia certo indifferenti.

Come abbiamo già avuto modo di dirvi in precedenza, la trama di questo episodio è stata cucita su misura per l’attrice Halston Sage, la quale ha abbandonato, forse per sempre, il ruolo di Alara Kitan, l’ufficiale addetto alla sicurezza sulla USS Orville.

La giovane attrice ha saputo gestire questo suo addio dando prova di una grande capacità interpretativa, carica di emotività e trasporto. Roberto Picardo (Ildis padre di Alara) e John Billingsley (Cambis), guest star di grande rilievo (rispettivamente il Dottore Olografico ed il Dr. Phlox in Star Trek), in questo episodio sono stati dei superbi comprimari, i quali hanno saputo regalarci intensi momenti drammatici, in cui non mancano forti tensioni.

Anche qui, come è normale aspettarselo, sono presenti richiami alla saga Star Trek, da cui lo show si ispira maggiormente. In effetti la delusione dei genitori nei confronti di Alara risulta simile a quella di Sarek riguardo la scelta del proprio figlio Spock di arruolarsi nella Federazione.

La ricostruzione di Xalaya, pur nella sua semplicità, è di grande effetto. La città è deliziosa e vivace, contornata da una tranquilla campagna e da una rilassante località balneare. Una ricostruzione non certo legata agli stereotipi di luoghi alieni e futuristici.

In conclusione Casa è un episodio dal sapore agrodolce, dove l’atmosfera è resa ancor più triste dalla necessità di salutare un personaggio meraviglioso, di cui sicuramente sentiremo la mancanza, il quale ha saputo fare delle sue debolezze ed insicurezze il motore della sua forza.