I primi due episodi de I Medici, ambiziosa serie storica targata Rai con Dustin Hoffmann e Richard Madden, hanno registrato ascolti altissimi. La prima puntata ha superato gli 8 milioni di telespettatori, la seconda si è assestata sui 7 abbondanti. Ma nonostante l’inequivocabile successo di pubblico, la critica ha subito stroncato questo interessantissimo progetto made in Italy. Una bocciatura affrettata, che sembra non tener conto di molti aspetti positivi usciti fuori dal prime time di ieri sera.

Non c’è dubbio che la serie non sia esente da difetti. Le prime due puntate sono state contraddistinte da un ritmo eccessivamente compassato e si ha la generale impressione che la storia debba ancora prendere piede. Condivisibili, inoltre, alcune critiche sul trucco, in certi casi non all’altezza. Ma molte altre delle obiezioni che sono state mosse ai primi due episodi da parte della critica sono, francamente, piuttosto fantasiose.

“Orrendi quei cupi grigi medievali nell’epoca del Rinascimento”, ha scritto Maria Laura Ramello di wired.it, senza sapere probabilmente che l’epoca rinascimentale propriamente detta non è certo quella raccontata da “I Medici” all’inizio del Quattrocento. Pensare che Cosimo I De Medici o, ancor peggio, il padre Giovanni, andassero in giro con camicie color salmone o cappelli rosso porpora è un po’ come credere che gli antichi romani andassero a cavallo con le staffe o che gli italiani del Trecento mangiassero le patate.

La stessa Ramello ha poi criticato duramente il doppiaggio, asserendo che: “non realizzare nemmeno una sequenza in sincrono dev’essere da Guinness dei primati. Fateci caso: ci sono labbra che continuano a muoversi senza proferire parola e performance da ventriloquo”. Effettivamente il doppiaggio è stato tutt’altro che eccellente, ma tale problematica è da imputarsi principalmente al fatto che gli attori italiani, i quali si auto doppiano dall’inglese alla nostra lingua, NON SONO DOPPIATORI E SI VEDE. Sarebbe stato preferibile usare una voce diversa, ma di un professionista del settore.

Duro Domenico Naso de ilfattoquotidiano.it su quella che ha definito una fotografia “tutto aperto all’italiana”.   Si può certamente affermare che i colori  non siano ottimali e che facciano perdere un pò di spessore all’immagine. Ma va anche sottolineato, visto che la critica ha puntato il dito su di un presunto impietoso paragone con le grandi serie tv storiche targate HBO, Showtime e Netflix, l’immane sforzo di questa produzione per usare una scenografia il più possibile reale, in ambienti storici e non al computer.

All’interno de I Medici vi sono dei fantastici scorci di Palazzo Vecchio, del centro di Firenze, di Roma e di Siena che raramente si sono visti anche in blasonate produzioni americane. La scena del Palazzo della Signoria, con il meraviglioso arazzo della Battaglia di Montaperti sullo sfondo, trasmette moltissimo e fa respirare davvero l’atmosfera comunale dell’epoca.  Si paragona in maniera quasi ingiuriosa I Medici a Don Matteo, Distretto di Polizia o Squadra Antimafia, ma chiunque abbia visto serie storiche come Spartacus o Tudors o Vikings sa bene che essere continuamente disturbati da pacchiani disegni al computer che dovrebbero raffigurare monumenti e città è alquanto fastidioso, anche in produzioni di grande qualità.

Infine gli attori. Dustin Hoffman, è vero, ha abbastanza deluso. Piuttosto imbalsamato e avulso alla storia principale. Eccessive, invece, le critiche all’ottimo Richard Madden, che al contrario tira fuori una notevole personalità nei panni di un Cosimo De Medici prima giovane e sognatore e poi maturo e pragmatico. Un’interpretazione notevole che, si spera, deve ancora vedere il suo apogeo. Non benissimo alcuni italiani. Miriam Leone, oltre ad essere stupenda, ha dimostrato in 1992 di essere anche molto brava, ma nei Medici, nel ruolo di un’affascinante popolana dal fisico perfetto, non ha avuto modo di dimostrarlo. Male Alessandro Preziosi nei panni di un autodoppiato Filippo Brunelleschi. Sinceramente ci sono almeno duemila attori meno blasonati in grado di fare quella parte molto meglio.

In sintesi:

I PRIMI DUE EPISODI DE I MEDICI, SEPPUR NON ESENTI DA DIFETTI, HANNO DIMOSTRATO IL POTENZIALE NOTEVOLE DI UNA SERIE CHE SA COGLIERE LO SPIRITO MAGICO DELL’EPOCA. ALCUNE CRITICHE SU PRODUZIONE E ATTORI SONO FRUTTO PIU’ DI UNA CIECA ESTEROFILIA DAI TRATTI RADICAL CHIC CHE DALL’EFFETTIVA, PRESUNTA, MEDIOCRITA’ DEL PRODOTTO.