La seconda stagione de I Medici si è appena conclusa con un buon successo di pubblico e l'acclamazione della critica. La serie storica targata Rai, che ci racconta le vicende della dinastia medicea, ha saputo riportare sul piccolo schermo italiano la storia in grande stile. 

Questa seconda stagione (cosi come la terza, già in cantiere), ha avuto come oggetto il più famoso Medici di tutti i tempi, Lorenzo il "Magnifico", interpretato da Daniel Sharman. Ma chi era davvero e, soprattutto, cosa ha fatto quest'uomo nella sua vita per meritarsi un appellativo così straordinario? Proviamo a fare alcune riflessioni storiche. 

Da dove veniva Lorenzo De Medici? Come si intuisce molto bene già dalla prima stagione, che parla del nonno Cosimo (Richard Madden), Lorenzo non era certo un uomo che veniva dal nulla. La sua famiglia, a differenza dei Pazzi o degli Albizzi, non aveva vere origini aristocratiche, ma nel corso del medioevo, attraverso il commercio di lana e tessuti, gli avi di Lorenzo erano diventati mercanti incredibilmente ricchi. Talmente ricchi da potersi garantire un posto di assoluto rilievo all'interno del Comune di Firenze, storicamente controllato dalle famiglie più benestanti, in quella che era una sorta di "repubblica oligarchica" che ricordava alla lontana l'antica Repubblica Romana. 

Quale fu la vera gioventù di Lorenzo? A differenza di Roma, negli anni in cui crebbe Lorenzo, Firenze era già una città impregnata di una forte cultura umanistica e rinascimentale. Come egregiamente mostrato nella prima e ancor meglio nella seconda stagione de I Medici, a Firenze vigeva una libertà politica, religiosa ed artistica incredibilmente superiore a quella della gran parte della Penisola italiana dell'epoca. Grazie a questo clima favorevole Lorenzo ricevette un'educazione aperta, fatta sopratutto della riscoperta di classici greci e latini. Questo influenzò molto la sua visione del mondo, improntata ad una discreta tolleranza politica e religiosa (di molto esagerata nella serie) e ad un notevole libertinismo, ben descritto in tv dalla love story tra Lucrezia Donati Ardinghelli (Alessandra Mastronardi) e Lorenzo stesso. 

Perchè i Pazzi odiavano così tanto Lorenzo e tutta la famiglia Medici? I Medici, che all'epoca di Lorenzo controllavano di fatto la repubblica fiorentina da almeno 150 anni, non erano una famiglia veramente aristocratica, come già detto in precedenza. Erano degli "arricchiti", particolare che in ogni generazione attirò gli odi di molte antiche famiglie nobiliari di Firenze, come gli Albizzi e i Pitti, che inoltre non condividevano il mecenatismo e il gusto dei Medici per l'arte. In più, con i Pazzi il conflitto politico era diventato anche economico. Controllando Firenze, Lorenzo e i Medici, si assicurarono il benessere della loro banca a discapito di quella dei Pazzi. Era una situazione intollerabile per i Pazzi, molto ben descritta dal personaggio di Jacopo de Pazzi, meravigliosamente interpretato da Sean Bean.

Lorenzo De Medici fu davvero un repubblicano e un paladino del popolo? No, affatto e questa è l'unica pecca della bellissima serie Rai, dove Lorenzo viene eccessivamente descritto come un eroe dei poveri e degli oppressi. Pur non essendo mai un tiranno, Lorenzo De Medici era tutt'altro che un democratico convinto. Fu lui a trasformare Firenze, da secoli una repubblica comunale di tipo oligarchico, in una Signoria ufficialmente dominata da un solo uomo, lui. Fu certamente un grande politico ed eccelso statista, un uomo a cui tutti gli italiani devono molto, specialmente nel campo delle arti. Ma come mostrato solo a tratti nella serie, il Magnifico fu anche uno spietato animale politico che, silenziosamente e subdolamente, trasformò una repubblica in un principato e che, quando necessario, non esitò ad annientare i suoi nemici. 

Perchè lo chiamano "Il Magnifico"? Originariamente venne chiamato "Magnifico" alla morte del padre Piero, che era a sua volta chiamato con l'appellativo di "Magnifico Messere", in quanto gonfaloniere della città. Ma nel caso di Lorenzo il titolo rimase nei secoli e divenne ancora più elogiativo per due ragioni.

1) Sotto il governo di Lorenzo de Medici lavorarono tra i più grandi artisti di tutti i tempi, da lui protetti e incoraggiati e vi fu di conseguenza la più grande esplosione artistica nella storia dell'umanità. Fu l'apogeo del Rinascimento, rappresentato da uomini immortali come Michelangelo, Leonardo, Botticelli e potremmo stare qui per ore. Lorenzo favorì in ogni modo questo fiorire artistico.

2) Lorenzo De Medici fu uno dei più grandi statisti e uomini politici di sempre. Nella sua epoca la Penisola italiana era già da secoli divisa in principati e città indipendenti, continuamente in lotta tra loro. La situazione era resa ancora più instabile dalla ingombrante presenza del papa il quale, con aggressive politiche di nepotismo (eccellente Raoul Bova nei panni di Sisto IV), cercava di controllare l'Italia. Lorenzo fu l'unico, e non ci sarebbe mai più riuscito nessuno fino dall'Unità del 1861, che fu in grado di dare stabilità al contesto italiano. Riuscì a garantire la pace tra Firenze, Milano e Venezia e ad impedire che le potenze straniere mettessero bocca sulle questioni italiane. Fu un miracolo politico che, purtroppo, collassò completamente con la sua prematura morte, nel 1492, anno della scoperta dell'America. 


Le Recensioni della Seconda Stagione