Sono appena andati in onda su Rai 1 gli episodi 3 e 4 della seconda stagione de I Medici, la serie storica che narra le vicende della celebre famiglia fiorentina. Ecco la nostra recensione.

Ci eravamo lasciati la settimana scorsa con Lorenzo, futuro "Magnifico", egregiamente interpretato da Daniel Sharman, che prende in mano le redini della Banca de Medici dopo la morte del padre Piero. Erano stati due episodi gradevoli, ma neanche lontanamente paragonabili alla qualità dello show di stasera. 

Gli episodi 3 e 4, che parlano dell'ascesa al potere di Lorenzo e dell'imminente congiura della famiglia Pazzi nei suoi confronti, sono di livello assoluto e non sfigurano al confronto con recenti ed eccellenti serie storiche internazionali quali Vikings o Outlander

Rispetto al pilota di martedì scorso, le puntate di questa sera migliorano sia dal punto di vista tecnico, che da quello della scrittura. Nettamente meglio le riprese e le inquadrature degli esterni e dei palazzi storici, praticamente assenti martedì scorso e tornate in tutta la loro magnificenza con questi due nuovi episodi.

Uno dei punti di forza de I Medici, sta proprio nella bellezza di una serie girata in loco, tra il borgo medievale di Volterra e le meravigliose colline toscane. Era ora che questi meraviglie italiane si mostrassero in tutto il loro splendore. La magnificenza del paesaggio, poi, viene esaltata da una colonna sonora che, ancora una volta, non ha niente da invidiare alle blasonate produzioni angloamericane.

Eccellente in questo secondo appuntamento de I Medici anche l'intreccio narrativo che, per avvicinare il pubblico generalista, strizza l'occhio al lato più romanzato e romanticone, senza però penalizzare minimamente il contenuto storico. Grazie infatti ad una consulenza storiografica adeguata e ad una prova convincente di tutti gli attori, I Medici ha tirato fuori con coraggio ed un sufficiente rigore storico molti temi fondamentali dell'epoca di Lorenzo: 

Il difficile equilibro politico in una Penisola italiana divisa in Stati regionali sempre in conflitto tra loro; il cambiamento istituzionale da Comune a Signoria di Firenze e di altre grandi città italiane; la differente visione del mondo tra Firenze, culla del Rinascimento, rappresentata dal libertinismo e dalla passione per le arti di Lorenzo e Roma, austera capitale dello Stato Pontificio, impersonata dalla rigidità di Clarice Orsini; gli intrighi all'interno della curia di Roma per accaparrarsi il benestare del pontefice, in questo caso molto ben interpretato da un convincente Raoul Bova, nel ruolo di Sisto IV Della Rovere.

Insomma due episodi veramente belli, niente affatto rovinati dalle non poche inesattezze storiche che, fortunatamente, non vanno a intaccare la realistica visione complessiva che I Medici 2 riesce a dare di quell'epoca. Ci sentiamo quindi di perdonare queste "licenze poetiche" ma, per rigore storiografico, le elenchiamo di seguito.

  1. Lorenzo, eccessivamente descritto come un animo pio e misericordioso, non rimpianse affatto la sanguinosa guerra con Volterra. Al contrario fu lui a promuoverla per mostrare la decisione e la potenza della famiglia Medici, oltre che per assicurarsi il controllo dell'allume
  2. La bellissima Rocca di Volterra, mostrata durante l'assedio della città da parte dei fiorentini, fu costruita proprio da Lorenzo De Medici solo DOPO la fine del conflitto. 
  3. L'amicizia tra Lorenzo De Medici e Francesco Pazzi è una pura congettura. Addirittura Francesco, storico nemico della famiglia, fu il vero promotore e ideatore della famosa Congiura dei Pazzi. 

Ci vediamo martedì prossimo, ore 21.25. RAI 1!


I Medici (seconda stagione, episodi 3 e 4)
  • Luca Coniglio
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