Un altro weekend molto affollato al cinema contraddistinto da una varietà di generi che possono accalappiare anche lo spettatore meno disposto. Apriamo le danze con il misterioso 10 Cloverfield Lane, lo spin-off del disaster movie Cloverfield. In questo caso, una donna si ritrova rinchiusa in un rifugio insieme a due uomini, uno dei quali sostiene di averle salvato la vita. La notizia che la sconvolgerà di più, però, è che il mondo esterno è ormai reso invivibile a causa di un attacco batteriologico. Se dunque Cloverfield puntava sulla tecnica del found footage, questo film diretto da Dan Trachtenberg punta sugli spazi chiusi e sulle dinamiche (e tensioni) di gruppo. Riuscirà a bissare l’inaspettato successo del film ispiratore?

Dopo la separazione dal compagno di set Christian De Sica, Massimo Boldi ha tentato (invano) di ripetere il successo ottenuto negli anni d’oro dei cinepanettoni con commediole insulse e banali. Ora, gli si presenta un’occasione, forse l’ultima, di (ri)ottenere quel successo che manca da troppo tempo. Per la regia di Giulio Base, ecco arrivare La coppia dei campioni, in cui Boldi reciterà per la prima volta insieme a Max Tortora. La trama (due dipendenti, uno milanese e l’altro romano, di una multinazionale vincono due biglietti per assistere alla finale di Champions League a Praga) non è una novità, ma potrebbe garantire comunque risate a chi, per quasi trent’anni, ha seguito al cinema il comico milanese il quale può aver trovato in Tortora un nuovo compagno di gag.

Restando sempre in Italia, è opportuno segnalare l’uscita nelle sale di Infernet, il film che Giuseppe Ferlito ha girato a Verona e che vanta un cast con nomi altisonanti, tra cui Remo Girone e Ricky Tognazzi. Cinque storie legate tra loro da internet e le insidie che esso nasconde (un po’ come Disconnect) per raccontare il mondo e la società contemporanei; resta da vedere se, dietro agli attori celebri, ci sia sostanza per affrontare un tema del genere senza lo spirito da telefilm.

Nonostante non abbia ottenuto il consenso della critica che era presente al festival di Cannes dove era in concorso, arriva sui nostri schermi La foresta dei sogni, il nuovo film di Gus Van Sant e interpretato da Matthew McConaughey, Ken Watanabe e Naomi Watts. La storia è quella di Arthur Brennan, un uomo che si reca nella “foresta dei sogni”, in Giappone, luogo dove molte persone vi si recano per contemplare la vita e la morte. Qui, dopo essersi perduto nella foresta, fa la conoscenza di un giapponese che vive nella sua stessa condizione. I temi sono quelli di sempre per Van Sant, ma ultimamente sembra aver perso la capacità di costruire film completi, come se mancassero di forza ed espressività, elementi che invece lo hanno contraddistinto in film come Elephant e Last Days.

Dal Toronto Film Festival arriva invece The Dressamaker – Il Diavolo è tornato, film di Jocelyn Moorehouse e interpretato dalla sempre affascinante Kate Winslet nei panni di Tilly Dunnage che, dopo aver trascorso molti anni in Europa e aver studiato moda a Parigi, ritorna nella natia Australia per accudire la madre malata. La sua conoscenza nel campo della sartoria le permetterà di aiutare le donne del posto, ma anche di vendicarsi di alcuni torti subiti anni prima. Il sottotitolo italiano (ignobile peraltro) sembra fare il verso a Il Diavolo veste Prada visto che anche in questo caso è presente la moda, ma i due film non potrebbero essere più diversi, sia per ambientazione sia per approccio stilistico.

Concludiamo con l’animazione rappresentata da Fuga dal pianeta Terra in cui Scorch Supernova, viaggiatore spaziale del pianeta Baab, ricevuta una richiesta d’aiuto dal Pianeta Oscuro, decide di lanciarsi in una missione di salvataggio con l’aiuto del fratello Gary il quale, però, tenta di dissuaderlo nell’affrontare un viaggio simile perché dal Pianeta Oscuro, noto anche come Terra, nessuno è mai tornato. Un cartoon fantascientifico che ribalta la prospettiva usuale dei terrestri che intraprendono viaggi spaziali (è una risposta a Interstellar?) che può coinvolgere i più piccoli e, visto il genere di riferimento, anche i più grandi.

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