L’anteprima c’è stata l’altra sera, il film è uscito ieri nei cinema. La corsa di Batman v Superman: Dawn of Justice di Zack Snyder è iniziata in anticipo rispetto agli altri film e, molto probabilmente, lascerà ben poco agli altri. Il film che vede per la prima volta scontrarsi i supereroi della DC Comics ha già incassato quasi 900 mila Euro e sicuramente le prospettive sono delle più rosee.

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Cosa offre, dunque, in alternativa il cinema? Le offerte, come sempre, sono le più varie. Per un weekend spensierato e allegro c’è Il mio grosso grasso matrimonio greco 2, sequel del film di inaspettato successo del (lontano) 2002. Stavolta, i membri della famiglia Portokalos si radunano tutti in occasione del matrimonio della figlia di Toula e Ian; un inaspettato segreto, però, potrebbe rischiare di compromettere le nozze. C’era bisogno di un sequel? No, verrebbe da rispondere, anche perché il successo capitato una volta è difficile che si ripeta, ma tant’è.

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Il caso sulla morte di Pier Paolo Pasolini è ancora avvolto nel mistero, nonostante siano passati oltre quarant’anni. A riportare la luce sull’evento, ma anche sull’intellettuale più poliedrico e anticonformista che l’Italia abbia mai avuto, ci pensa La macchinazione, il film che David Grieco ha tratto da un suo romanzo e che vede Massimo Ranieri nei panni di Pasolini. Il film si muove cercando di rispondere alla domanda: cosa c’è veramente dietro l’uccisione di Pasolini? Un thriller che è anche un ritratto d’autore che potrebbe essere l’altra faccia della medaglia della biografia realizzata da Abel Ferrara e interpretata da Willem Dafoe.

La guerra e i suoi aspetti nascosti o sconosciuti. Questa è la premessa di Land of Mine, film danese diretto da Martin Zandvliet che ci riporta alla fine della Seconda Guerra Mondiale, sulle coste danesi dove i soldati danesi obbligarono i soldati tedeschi fatti prigionieri a rimuovere oltre 2.000.000 di mine posizionate da loro stessi durante la guerra. Un film che smuove le coscienze, portando in superficie non solo le mine sepolte, ma anche la nostra memoria avvolta dalla nebbia del tempo.

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Per i nostalgici legati all’infanzia arriva la versione live action (ma non è la prima: ci aveva già pensato Luigi Comencini negli anni Cinquanta) di Heidi: se il film vale la visione è per merito soprattutto di Bruno Ganz nei panni del burbero nonno.

Infine, l’Italia. Lo sceneggiatore Massimo Gaudioso, solito (e solido) collaboratore di Matteo Garrone col quale ha sceneggiato film come Gomorra Reality, esordisce alla regia con Un paese quasi perfetto, interpretato da Fabio Volo, Silvio Orlando e Miriam Leone. Pietramazzana è un piccolo paese delle montagne lucane che rischia di scomparire, abitato quasi esclusivamente da cassaintegrati o disoccupati. L’imminente apertura di una fabbrica nelle vicinanze potrebbe essere la soluzione a tutti i problemi, ma essenziale è trovare un medico (niente medico, niente fabbrica). Il caso vuole che da quelle parti transiti Gianluca Terragni, chirurgo milanese; riusciranno gli abitanti a farlo restare? Una commedia, certo, ma con buone possibilità di accalappiare il pubblico senza le solite gag costruite a tavolino ma offrendo qualcosa in più.