Hollywood copyright AI Seedance 2.0

Hollywood alza il muro: Disney, MPA e sindacati contro ByteDance dopo il caso Seedance 2.0

Quello che era nato come un fenomeno virale legato al video del combattimento tra Brad Pitt e Tom Cruise è rapidamente degenerato in una complessa questione legale internazionale.

La Motion Picture Association (MPA), l’organismo che rappresenta i principali studi cinematografici globali tra cui Disney, Paramount e Warner Bros., ha ufficialmente preso posizione contro ByteDance, accusando il nuovo modello AI Seedance 2.0 di aver riutilizzato proprietà intellettuali protette su una scala definita “massiccia”.

Secondo un articolo proveniente da Variety, infatti, nelle ultime 48 ore, la tensione è salita alle stelle con l’invio di diverse lettere di diffida (cease-and-desist) dirette alla società madre di TikTok. Disney e Paramount guidano la controffensiva, contestando l’uso non autorizzato di librerie cinematografiche storiche per l’addestramento dei modelli generativi. Anche il sindacato degli attori SAG-AFTRA è intervenuto, definendo il realismo raggiunto dai deepfake una potenziale minaccia al diritto d’immagine dei propri iscritti, sottolineando la necessità di tutele contrattuali più stringenti.

La risposta di ByteDance e il futuro delle regole

Dal canto suo, ByteDance ha risposto alle accuse mantenendo un profilo basso e dichiarando che Seedance 2.0 opera nel pieno rispetto delle normative vigenti, specificando che i video più controversi sono emersi durante una fase di test limitata. Come misura precauzionale, la società ha già rimosso la possibilità per gli utenti di caricare immagini di persone reali, cercando di disinnescare la polemica legale sul nascere.

Più che uno scontro ideologico, la sfida attuale sembra essere una partita a scacchi per stabilire i nuovi standard del settore. Se da un lato gli studios proteggono i propri asset miliardari, dall’altro l’industria è consapevole che l’integrazione di questi strumenti è ormai inevitabile. Il caso Seedance potrebbe rappresentare, a nostro avviso, lo spartiacque definitivo per la creazione di un quadro normativo globale che permetta l’uso dell’intelligenza artificiale senza minare le fondamenta del copyright cinematografico.

..e voi cosa ne pensate? Dite la vostra nei commenti.


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