Abbiamo visto Greenland 2: Migration, il disaster movie distribuito nelle sale italiane dal 29 gennaio 2026. Questa è la nostra recensione.
Prodotto da STX Entertainment e diretto ancora una volta da Ric Roman Waugh, il film rappresenta il seguito diretto del cult del 2020. Con una durata di circa 120 minuti, la pellicola vede il ritorno della coppia protagonista formata da Gerard Butler (John Garrity) e Morena Baccarin (Allison Garrity). La fotografia è curata da Dana Gonzales, mentre la colonna sonora è firmata da David Buckley.
Qual è la trama di Greenland 2: Migration?
Dopo aver sopravvissuto all’impatto della cometa Clarke nel bunker in Groenlandia, la famiglia Garrity è costretta ad abbandonare l’unico luogo sicuro per intraprendere un pericoloso viaggio attraverso un’Europa devastata e ghiacciata. L’obiettivo è raggiungere una nuova terra promessa, ma il percorso metterà a dura prova il loro legame e la loro capacità di sopravvivenza in un mondo dove le leggi civili sono ormai un lontano ricordo.
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La nostra recensione di Greenland 2: Migration
Il film parte da un ottimo presupposto: sfruttare gli eventi del primo capitolo per concludere l’epopea narrativa della famiglia al centro della trama. Sin dalle prime battute emerge una certa attenzione nel tenere unite le due storie, cercando di dare una coerenza di fondo all’universo post-apocalittico creato da Waugh. Tuttavia, ciò che emerge nel corso della visione è che molti eventi sembrano troppo costruiti e quasi surreali, perdendo quella sensazione di “realismo del disastro” che aveva caratterizzato il primo film.
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Si poteva fare di più dal punto di vista sceneggiativo. La scrittura appare debole in diversi passaggi, anche se va ammesso che il target di riferimento non è quello che mastica cinema d’autore quotidianamente. Se da un lato ci è piaciuta la tensione emotiva scatenata dal viaggio verso la salvezza, dall’altro il passaggio marcato verso il lato action si poteva tranquillamente evitare, poiché finisce per snaturare l’anima “human” del franchise. Un prodotto equilibrato dal punto di vista tecnico, tra effetti visivi non esagerati e panorami mozzafiato, conditi da una colonna sonora profonda, ma che soffre di una cronica mancanza di mordente narrativo.
Il cast di Greenland 2: Migration
Se la regia prova a mantenere il ritmo, il cast offre luci ed ombre. Gerard Butler ci è sembrato un po’ stanco e fuori forma, lontano dai suoi standard recitativi a cui ci ha abituato negli anni. Una prova opaca che però, a onor del vero, potrebbe essere figlia di una sceneggiatura scialba che non offre grandi spunti drammatici. Il resto del cast fa il suo dovere senza però brillare particolarmente, lasciando gran parte del peso emotivo sulle spalle della Baccarin, che si conferma invece solida.
Il verdetto finale su Greenland 2: Migration
In conclusione, Greenland 2: Migration risulta un buon sequel, un classico film da vedere in una fredda serata invernale per godersi un po’ di sano intrattenimento catastrofico. Nonostante i difetti, riesce a chiudere il cerchio, anche se il primo film resta senza dubbio di una qualità superiore. Si poteva osare di più nella scrittura, ma per una serata senza troppe pretese può andare bene.
Greenland 2: Migration è ora disponibile in tutte le sale cinematografiche distribuito da Lucky Red
Greenland 2: Migration | Commento al film con Gerard Butler

Regista: Ric Roman Waugh
Data di creazione: 2026-02-01 18:38
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