Nella notte, ci ha lasciato una delle personalità più longeve della critica cinematografica italiana: Gian Luigi Rondi è morto nella sua casa di Roma all’età di 94 anni. Da tutti considerato il decano dei critici italiani, Rondi è stato Presidente dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, organizzazione che consegna ogni anno il più prestigioso riconoscimento cinematografico italiano.

Nato a Tirano (Sondrio) nel 1921, si trasferisce da piccolo con la famiglia a Genova per poi trasferirsi nel 1935 a Roma a causa del lavoro del padre, un carabiniere. Nel 1946, dopo essersi iscritto all’albo dei giornalisti professionisti, inizia a collaborare al giornale Il Tempo per il quale svolge il lavoro di critico cinematografico e, nel 1949, fa parte della giuria alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Negli anni Cinquanta svolge inoltre la mansione di sceneggiatore collaborando con registi come Georg Wilhelm Pabst, Joseph L. Mankiewicz e René Clair mentre nel decennio successivo inizia a lavorare in televisione curando alcuni cicli di film dedicati a grandi registi del panorama internazionale. Nel 1970 fonda il Festival delle Nazioni di Taormina del quale è anche direttore artistico, ruolo che ricoprirà fino al 1980.

Nel 1971 fa il suo ingresso alla Biennale di Venezia come commissario, dal quale però si dimette due anni dopo in polemica per la mancata riforma dell’ente. Ritorna a Venezia nel 1983 come direttore della Mostra per quattro anni consecutivi, durante i quali si rende protagonista di un’accesa polemica per l’esclusione del film Velluto Blu di David Lynch. Inoltre, dal 1993 al 1997, riveste il ruolo di Presidente della Biennale.

Dal 2008 al 2012, infine, lo vediamo Presidente della Fondazione Cinema per Roma, sovraintendendo anche al Festival Internazionale del Film di Roma diretto dalla direttrice di Ciak Piera Detassis.