Mad Max: Fury Road è stato un successo di pubblico e di critica aggiudicatosi ben 6 premi Oscar. Ma non è tutto oro quel che luccica. Il regista George Miller, infatti, ha fatto causa alla Warner Bros. per condotta scorretta sui costi e sui guadagni del film.

Spieghiamoci meglio. La Warner non avrebbe versato alla società di Miller (la Kennedy Miller Mitchell) una cifra pari a 7 milioni di dollari che sarebbe spettata alla società nel caso in cui il budget del film fosse stato sotto i 157 milioni di dollari – alla fine il film è costato all’incirca 150 milioni – dopo l’esclusione di alcune spese.

Per capire più approfonditamente i dettagli economici della disputa è lecito leggere quanto dichiarato dal giudice David Hammerschlag:

Secondo i calcoli della major, Mad Max ha sforato il budget e se questi conti verranno giudicati come corretti, la Kennedy Miller Mitchell non avrà diritto ad alcun bonus. Ma la compagnia di produzione sostiene che la major abbia intrapreso una serie di decisioni che hanno causato cambiamenti sostanziali e ritardi alla produzione di Mad Max, tanto da generare costi e spese aggiuntive di cui lo studio ha tenuto conto nel calcolo dell’extra budget. E se non si tiene conto di ciò, Mad Max è stato prodotto secondo i limiti economici stabiliti.

Ma non solo. La società ha affermato di essere stata esclusa dagli accordi di co-finanziamento del film a favore, invece, della Rat-Pac/Dune Entertainment (la società di Brett Ratner: ancora lui!)

Ecco quanto dichiarato dal regista George Miller:

[…] Lo studio ha fallito nell’onorare i suoi obblighi. In parole povere, ci devono dei guadagni per un lavoro diligente e impegnativo il cui sviluppo è durato ben dieci anni, fra sviluppo dello script e preparazione del tutto a cui si aggiungono tre anni di produzione di un film che è stato acclamato globalmente. Preferiremmo molto lavorare insieme alla Warner al posto di litigarci, ma dopo un anno di tentativi, non siamo riusciti a raggiungere un compromesso soddisfacente tanto da dover ricorrere alle vie legali.

Una delle tante questioni economiche che hanno visto coinvolto lo stesso studio, la Warner Bros., e che non sembra di facile risoluzione.