Il 24° Florence Korean Film Fest entra nel vivo e il pubblico inizia, pian piano, a far sentire il proprio calore per alcune delle opere presentate in sala.
People and Meat (film che abbiamo recensito qui) è sicuramente un film che sta raccogliendo molti consensi, sia tra il pubblico che tra gli addetti ai lavori ma, essendo il film d’apertura, resta fuori dai giochi per la vittoria. Il foyer, in questo momento, sembra potersi dividere tra “Hallan“, storia devastante sul massacro di Jeju della regista Ha Myung-mi, e “The People Upstairs“, divertentissima commedia corale di Ha Jung-woo e remake del film spagnolo “Sentimental”.
Ha invece lasciato tutti perplessi “Halo“, ansiogena e visionaria esperienza del regista Roh Young-wan: primissimi piani e campi larghi sfocati, appena accennati, fanno sentire allo spettatore tutta la sofferenza vissuta dal protagonista. Non sembra aver lasciato il segno “Yadang: The Snitch“, poliziesco in pieno stile sudcoreano che ha una trama un po’ troppo scontata e un finale senza sorprese.
Ottima è stata l’accoglienza ottenuta da “Frosted Window“, delicato racconto in tre atti che esplora le stagioni e i ricordi nel quartiere Seochon di Seul: complimenti al regista Kim Jong-kwan, presente in sala.
A nostro avviso “Hallan” è una spanna sopra agli altri film finora in concorso, con una giovanissima e bravissima Kim Min-chae, ma “The People Upstairs” potrebbe essere una sorpresa interessante, che ben si colloca rispetto al film originale da cui prende ispirazione.
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