Il Ferrara Film Festival, la kermesse estense dedicata al cinema indipendente da tutto il Mondo “alza l’asticella” proponendo un programma attento a tematiche sociali scioccanti. “Sono un bambino, ho paura”. Abdul, sedici anni, s’accende una sigaretta mentre stringe a sé due sacchetti di plastica blu.

Così inizia la seconda edizione del Ferrara Film Festival, dal 21 al 26 marzo nella città estense. Apertura internazionale con la premiére europea del documentario Unicef Invisibili realizzato da Cristina Mastrandrea e Floriana Bulfon sulle storie di alcuni immigrati minorenni non accompagnati che sbarcano in Italia e l’anteprima mondiale della pellicola Trafficked, sulla tratta delle donne avviate alla prostituzione in America. Tinte forti per una kermesse dal sapore hollywoodiano ideata e realizzata dal produttore e attore ferrarese Maximilian Law e dalla sua socia e vicedirettrice del Festival Alizé Latini, attrice ciociara.

Alizé Latini, vicedirettrice del festival, ha dichiarato:

“Ferrara Film Festival è una sfida modo diverso per approfondire ed esplorare i rapporti fra la cultura italiana e quella americana attraverso il cinema indipendente. Le produzioni indipendenti offrono la possibilità di confrontarsi con tematiche e situazioni incredibilmente reali e di grande rilievo sociale il documentario che apre il festival realizzato da Unicef e a seguire il film di Will Wallace sul traffico di donne in America ne sono un esempio”.

E la prima sfida sarà il 21 marzo, con l’anteprima del Festival: il documentario e cortometraggio fuori concorso Invisibili, di Unicef. Le storie vere di Abdul, Fathi, Ibrahim, Mohammed, Gloria, Joy, Ebrima e Michele, bambini costretti a vivere per strada e a vendere il loro corpo per non morire di fame. Vittime di pedofili nel centro di Roma, invisibili tra viaggiatori distratti e pellegrini.

Piccoli schiavi persi nella violenza. Come le protagoniste di Trafficked, il lungometraggio che seguirà la pellicola Unicef. Trafficked è un film potente, supportato da numerose organizzazioni mondiali per i diritti umani: ONU, Demand Abolition, Saving Innocence e la Orphaned Starfish Foundation ed è basato su storie vere raccolte nel libro Sex Trafficking: Le storie, i volti e le voci delle schiave del sesso del professore di Harvard, Siddharth Kara che lavora da 15 anni insegnando, scrivendo e lottando contro la schiavitù moderna delle donne, immigrate e non, in America. I personaggi del film sono un mix di tutte le vere vittime intervistate da Kara. Una storia che rivela, tra l’altro, alcuni dei nuovi e sfrontati modi impiegati dal crimine organizzato per lo sfruttamento di esseri umani.

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