La notizia che tutti i fan temevano è diventata realtà. Il finale della terza stagione di Euphoria, andato in onda questa notte negli Stati Uniti, ha segnato la conclusione definitiva dell’acclamato teen drama targato HBO. A confermarlo ufficialmente è stato lo showrunner Sam Levinson, ponendo la parola fine a una delle serie televisive più influenti e discusse degli ultimi anni.
In un’intervista rilasciata al New York Times (via Deadline), Levinson ha dichiarato che la storia legata alla tossicodipendenza e alle sue devastanti conseguenze ha raggiunto il suo naturale epilogo, considerandolo il finale perfetto per il viaggio intrapreso sette anni fa.
La tragica conclusione di Rue e il destino dei protagonisti
ATTENZIONE SPOILER: Non proseguire la lettura se non si desidera conoscere i dettagli degli ultimi due episodi di Euphoria.
La stagione si è conclusa in modo a dir poco drammatico per i protagonisti principali. Dopo la brutale morte di Nate Jacobs (interpretato da Jacob Elordi) nel penultimo episodio, il finale di serie ha messo in scena il tragico destino della protagonista assoluta, Rue Bennett (Zendaya), morta per un’overdose di fentanyl. Una scelta narrativa fortissima e di straziante realismo, che ricalca tragicamente la reale scomparsa del membro del cast Angus Cloud, avvenuta proprio durante la fase di scrittura della terza stagione.
La serie chiude così il suo percorso televisivo dopo tre stagioni da otto episodi ciascuna, spalmate nell’arco di sette anni, e due speciali realizzati durante la pandemia come ponte tra il primo e il secondo capitolo. La straordinaria interpretazione di Zendaya, già premiata con due Emmy Awards per le prime due stagioni, la proietta anche quest’anno come una delle favorite assolute per i prossimi premi televisivi.
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