Sebbene abbia ricevuto considerazioni più che positive in USA e in Inghilterra, Dunkirk di Christopher Nolan si è beccato una serie di critiche piuttosto pesanti in Francia.

Com'è noto, Dunkirk ripercorre l'evacuazione di truppe alleate compiuta dall'esercito inglese durante la Seconda Guerra Mondiale nel nord della Francia.

Ovviamente, Nolan si è concentrato sulle gesta dell'esercito inglese e proprio su questo punto i critici francesi hanno mosso le loro critiche.

Secondo i francesi, Nolan avrebbe sorvolato sull'importanza che ebbe l'esercito francese durante le operazioni di salvataggio, durante le quali morirono molti soldati francesi. In sostanza, non sarebbe stato merito solamente degli inglesi.

Jacques Mandelbaum, ad esempio, su Le Monde ha scritto:

"C'è una dozzina di secondi dedicata a un gruppo di soldati francesi che difendono la città ma sono poco amichevoli, e qualche altro secondo per un soldato francese travestito da inglese per fuggire dal massacro. [...] Nessuno nega il diritto di un regista di focalizzare il suo sguardo dove ritenga opportuno, a patto che non neghi la realtà che sostiene di rappresentare."

Essendo ormai riconosciuta l'importanza che l'esercito francese ebbe nell'evacuazione degli alleati a Dunkirk, qui la questione è un'altra: è possibile criticare il punto di vista adottato da un cineasta nella trasposizione (leggasi "fiction") di un evento storico?

Nolan non tradisce né nega la realtà dei fatti, ma ne ripropone un punto di vista.

 

 

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