Abbiamo visto Dove la terra trema, film tratto dal romanzo omonimo di Susanna Jones, distribuito attraverso Netflix. Questa la recensione.

Diretto da Wash Westmoreland, noto al pubblico principalmente per aver firmato la regia di “Colette” e “Still Alice”, e interpretato da Alicia Wikander, Naoki Kobayashi e Riley Keough, “Dove la terra trema” è un atipico thriller tratto dal romanzo omonimo di Susanna Jones.

La storia, ambientata nel 1989 a Tokyo, ha per protagonista Lucy, americana che si guadagna da vivere in Giappone come traduttrice, e ripercorre, attraverso la formula del ricordo, il suo innamoramento per Teiji. La vicenda potrebbe essere collegata alla sparizione di Lily, amica della stessa Lucy.

COMMENTO

Il film, presentato in anteprima mondiale al BFI London Film Festival e distribuito dalla piattaforma Netflix a partire dal 15 novembre 2019, resta costantemente in bilico tra il dramma e il thriller, trovando uno dei suoi punti di maggiore interesse nella costruzione visiva delle inquadrature e dei luoghi, tipicamente giapponesi, in cui si svolgono le vicende.

Dal punto di vista contenutistico la scrittura non sembra soffermarsi più di tanto sull’analisi del mondo e della cultura nipponica dell’epoca quanto, piuttosto, sulla gelosia e sullo stato interiore della protagonista, interpretata da una monocorde Alicia Vikander che, grazie ad un lavoro di sottrazione, riesce a rendere interessante il personaggio.

Il film, secondo il parere di chi scrive, è basato proprio sui personaggi e sui legami che connettono gli stessi ma, se per Lucy la sceneggiatura scava attraverso la psicologia del personaggio, non si può dire altrettanto per Teiji, la cui costruzione risulta sì interessante, ma in parte non portata fino in fondo.

Il lavoro di Westmoreland riesce quindi, pur non graffiando fino in fondo, ad essere un buon film, con delle sequenze che rivelano una certa cura per la costruzione delle inquadrature e un’attenzione estetica non indifferente.

Da vedere!