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Doctor Who, la recensione del primo episodio dell’11a stagione

Jodie Whittaker nei panni del nuovo Doctor Who approda sugli schermi di RAI 4 in una piovosa domenica di Gennaio, ed è subito nel ruolo. Questa la nostra recensione del primo episodio.


Io Sono il Dottore“. Questa è la classica frase con cui, in un momento qualsiasi dell’episodio successivo alla rigenerazione del Dottore, avviene la presentazione ufficiale del personaggio da parte del nuovo attore.

Quest’anno, con l’undicesima stagione della nuova serie, è la prima volta che questa frase la sentiamo recitare da una donna: Jodie Whittaker.

Approdata alla corte della BBC nel ruolo che da oltre cinquant’anni e il volto dell’emittente stessa, l’attrice ha l’ingrato compito di entrare nei cuori degli appassionati sostituendo un Peter Capaldi, che nell’ultima stagione aveva impersonato il Dottore in modo convincente e pragmatico.

Il cambio di genere ha sicuramente destabilizzato chi, da sempre, associa il personaggio ad un ruolo maschile, ma come già è stato fatto per l’antagonista – il maestro – in precedenza, si è dato libero sfogo alla rigenerazione che, per tutti i Signori del Tempo (gli alieni del pianeta Gallifrey) prevede la possibilità di rinascere uomo o donna in maniera casuale.

La Whittaker è il Dottore! Ne ha dato prova con la sua entrata in scena in pieno stile “Whoiano” e col suo modo di interpretarne il ruolo. Per la produzione è stata una scommessa che, per quanto visto in questa prima apparizione, sembra al momento vinta.

Bene i companion: Bradley Walsh (Graham O’Brien), Tosin Cole (Ryan Sinclair), Mandip Gill (Yasmin Khan), Sharon D. Clarke (Grace O’Brien); un po’ da rivedere il doppiaggio di Graham O’Brien.

L’ambientazione e le scene di azione sono un po’ distanti da quanto siamo abituati a vedere nella serie con più di qualche strizzatina d’occhio ad X-files.

Malissimo RAI 4: da bocciare il modo in cui hanno gestito l’episodio con pubblicità buttate qua e là alla rinfusa in pieno dialogo. Il taglio del finale sulla prima nota della sigla, che per noi italiani è ancora inedita a questo punto, è stata la perla conclusiva.

Allerta Spoiler!: L’alieno Tzim-Sha, interpretato da Samuel Oatley, ricorda pesantemente gli Hirogeni di Star Trek Voyager.


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