David di Donatello 2021: commento alle nomination
Festival David di Donatello Film Italiani

David di Donatello 2021: commento alle nomination

Le nomination ai David di Donatello 2021 annunciate oggi hanno evidenziato, se mai ce ne fosse bisogno, la particolarità del momento che stiamo vivendo in cui la pandemia di Covid-19 ha modificato alla radice le regole abitudinarie dei festival e delle rassegne cinematografiche.

Per questo motivo, tra i candidati troviamo film usciti più di un anno fa (pre-pandemia, ça va sans dire) come Hammamet, film a malapena usciti in sala come Volevo nascondermi e film che in sala non ci sono nemmeno arrivati (Cosa sarà di Francesco Bruni), ma è giusto così: non si possono usare i soliti schemi e le solite regole perché l’eccezionalità del contesto obbliga a riconsiderare anche quei film della passata stagione cinematografica e rapportare tutto allo status di un presente perpetuo.

Detto ciò, concentriamoci sul cinema tout court. Le quindici nomination di Volevo nascondermi danno il film di Giorgio Diritti come favorito, e potremmo già sbilanciarci sul David dato allo straordinario Elio Germano, anche se il 2020 è stato l’anno di Pierfrancesco Favino protagonista di Hammamet: due biopic, due interpretazioni camaleontiche e maiuscole, dunque, che si sfideranno a colpi di David e che saranno i veri protagonisti di quest’edizione.

C’è da dire, però, che i fratelli D’Innocenzo con Favolacce potrebbero essere i veri outsiders e spodestare i due favoriti sopracitati all’ultimo secondo aggiudicandosi – e non sarebbe poi tanto sbagliato – il David per la regia e/o quello per la sceneggiatura, quest’ultima premiata a Berlino.

Dicono che con i se e con i ma non si fa la storia, ma se fosse la svolta per Renato Pozzetto? La sua intensa e inedita interpretazione in Lei mi parla ancora potrebbe ribaltare le carte in tavola.

L’11 maggio, nella serata condotta da Carlo Conti, scopriremo i vincitori. Sarebbe bello e utopistico, però, poter premiare tutti i candidati per dare un segnale di positività all’intera macchina-cinema e all’arte in generale che sta vivendo una crisi da cui uscirne è ogni giorno più difficile.

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