È arrivato su Netflix il film d’animazione Cosmic Princess Kaguya, opera del talentuoso regista debuttante Shingo Yamashita. Questa è la nostra recensione.
Uno sguardo alla trama | La complessa vita quotidiana della studentessa Iroha viene sconvolta quando, rientrando a casa, vede un palo della luce illuminarsi di colori iridescenti. Nel momento in cui la ragazza si avvicina a quel bagliore, il palo si apre rivelando al suo interno una neonata. Iroha porta a casa la bambina e la mattina seguente si accorge che la piccola è già cresciuta; la stessa cosa capita il giorno successivo, finché la sconosciuta non raggiunge l’età della protagonista, rivelandole di provenire dalla Luna. Iroha decide di chiamarla Kaguya, come l’omonima protagonista della fiaba che narra di una principessa scesa dal satellite in epoca antica.
Nonostante l’iniziale riluttanza di Iroha, le due ragazze troveranno ben presto una forte complicità, soprattutto collegandosi al mondo virtuale di Tsukuyomi che, nella Tokyo del 2030, spopola tra i giovani. In questo universo impareranno a darsi fiducia giocando ed esplorando, con l’obiettivo di vincere il torneo che darà loro la possibilità di incontrare Yachiyo, un’intelligenza artificiale evoluta nonché vera protagonista di Tsukuyomi.
Il nostro commento a Cosmic Princess Kaguya
Ispirato al racconto popolare Taketori monogatari — che ha dato origine, fra l’altro, al capolavoro La storia della Principessa Splendente di Studio Ghibli — Cosmic Princess Kaguya è un anime ben strutturato che non annoia, capace di alternare momenti di comicità a riflessioni più profonde. Il rapporto tra Iroha e Kaguya nasce come un’amicizia per poi evolversi, pur senza mai diventare esplicito, in qualcosa di più profondo che accompagna lo spettatore fino a un finale per nulla scontato.
Shingo Yamashita è al debutto alla regia, ma la sua esperienza pluriennale come graphic designer per titoli quali Naruto Shippuden e Lamù: Urusei Yatsura gli ha permesso di definire sin da subito un proprio stile. La pellicola contiene comunque diversi omaggi al maestro Miyazaki; il più evidente è nella scena in cui Iroha prende il treno, un flashback che rimanda immediatamente a La Città Incantata.
I confini tra realtà, mondo virtuale e mito vanno man mano assottigliandosi, fino a sfociare in una caleidoscopica battaglia che avviene — contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare — non alla fine, ma con ancora molti minuti da raccontare. Il film ha una durata considerevole, arrivando a quasi due ore e mezza, ma il ritmo tiene bene e non ci si annoia mai. Si tratta di un prodotto destinato principalmente a un pubblico adolescenziale, ma adatto a tutte le età.
Studio Colorido (noto per Star Wars: Visions) ha creato un mondo virtuale che avvolge lo spettatore con colori accesi e un’animazione fluida: il risultato è un prodotto piacevole, con disegni curati e un character design di prim’ordine. Le canzoni delle sfide musicali dentro Tsukuyomi sono rigorosamente in lingua originale e sottotitolate; il ritmo è buono, anche se restano distanti dalle vette raggiunte da titoli come KPop Demon Hunters.
Cosmic Princess Kaguya | recensione dell'anime di Yamashita

Regista: Shingo Yamashita
Data di creazione: 2026-02-04 09:47
3.5
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