Il regista polacco Roman Polanski è al centro della notizia conseguentemente alla sua decisione di abbandonare i premi César, gli Oscar francesi, e non partecipare alla consegna dei premi il prossimo 24 febbraio durante la quale avrebbe dovuto tenere il discorso di apertura in qualità di presidente di quest’edizione.

Questa decisione è maturata dopo che alcuni gruppi di femministe hanno minacciato di boicottare la cerimonia facendo leva sull’accusa di atti sessuali con una minorenne che grava sul regista polacco dal 1977 e che, per questo motivo, non può mettere piede negli Stati Uniti. Le femministe hanno altresì affermato che la scelta di Polanski come presidente è una mancanza di rispetto nei confronti delle vittime di stupro, chiamando anche in causa Laurence Rossignol, il ministro francese per i diritti delle donne che ha criticato la nomina di Polanski effettuata dalla commissione.

Su questa spiacevole vicenda è intervenuto anche il legale di Polanski, Herve Temime, il quale ha affermato che questa controversia ha rattristito il regista con conseguenze considerevoli sulla sua famiglia e che, inoltre, questa decisione è stata presa per non causare ulteriori disturbi alla cerimonia di consegna dei premi.