Pochi attori sono riusciti a passare indenni attraverso i decenni che dalla gioventù li hanno portati al giorno d’oggi, riuscendo nella maggior parte dei casi a prendere parte ai generi più disparati e a occupare un posto d’onore nell’Olimpo delle star hollywoodiane. Tra questi spicca sicuramente Robert Redford che oggi raggiunge l’importante traguardo degli 80 anni.

L’attore, nato a Santa Monica nel 1936, inizia ad amare il mondo dello spettacolo durante la frequentazione del Prat Institute di New York dove studia arte. Uno dei professori, nel 1958, gli affida un ruolo a Broadway e da lì all’esordio sul piccolo schermo il passo è breve; negli anni Sessanta recita infatti in alcune famose serie televisive come Perry Mason, Alfred Hitchcock presenta e Ai confini della realtà.

L’esordio sul grande schermo avviene nel 1962 in Caccia di guerra in cui interpreta il protagonista. Tre anni dopo prende parte al film Lo strano mondo di Daisy Clover, diretto da Robert Mulligan, per il quale ottiene un Golden Globe come miglior attore debuttante. Seguono altri film interessanti come La caccia (1966) di Arthur Penn dove condivide il set con Marlon Brando, Questa ragazza è di tutti, che segna l’inizio della collaborazione tra Redford e il regista Sidney Pollack e A piedi nudi nel parco (1967) in cui recita accanto a Jane Fonda.

L’attore è ormai lanciato nel firmamento hollywoodiano, ma nel 1969 arriva un ruolo per il quale si consacra definitivamente: il film è Butch Cassidy, diretto da George Roy Hill, in cui Redford interpreta Sundance Kid, fuorilegge in combutta con Butch Cassidy (interpretato da Paul Newman). Gli anni Settanta si aprono nel migliore dei modi con film destinati a restare nell’immaginario come Corvo Rosso non avrai il mio scalpo e Come eravamo, entrambi diretti da Sidney Pollack, e La stangata in cui ritrova l’amico Paul Newman e per il quale Redford riceve la sua prima nomination agli Oscar.

Nello stesso decennio, Redford recita in Il grande Gatsby (1974) di Jack Clayton, I tre giorni del condor (1975) di Pollack e il capolavoro Tutti gli uomini del Presidente (1976) di Alan J. Pakula, interpretato accanto a Dustin Hoffman e incentrato sul celebre scandalo Watergate.

Nel 1980 debutta alla regia con Gente comune, film con cui Redford vince l’Oscar come miglior regista, carriera che prosegue, alternativamente a quella di attore, negli anni Novanta (In mezzo scorre il fiume, Quiz Show, L’uomo che sussurrava ai cavalli) e negli anni Duemila con il poco riuscito La leggenda di Bagger Vance, Leoni per agnelli, The Conspirator e La regola del silenzio – The Company You Keep, privilegiando dunque un cinema politico e impegnato che punta soprattutto a smuovere le coscienze e a porre questioni delicate sulla società e i meccanismi della politica.

Nel 1990, Redford crea il Sundance Institute, un istituto cinematografico che sovvenziona nuovi artisti legati al mondo del cinema e a cui è collegato il Sundance Film Festival che si svolge ogni anno nello Utah.

A questo straordinario attore e regista, capace di cambiare genere con perfetta disinvoltura (ricordiamo le ultime partecipazioni a Captain America: The Winter Soldier e a Il Drago invisibile), noi di Universal Movies facciamo i migliori auguri per questi splendidi 80 anni.

Di seguito, il video della vittoria agli Oscar per la miglior regia di Gente comune.