Il traguardo dei 70 anni è un traguardo importante nella vita di una persona. Ma se quella persona si chiama Sylvester Stallone, il traguardo assume connotati quasi mitici. Con questo articolo vogliamo rendere omaggio alla carriera di questo iconico attore che, tra alti e bassi, ha consegnato alla storia del cinema personaggi indimenticabili.

Nato nel 1946 a New York, Stallone si trasferisce a 15 anni a Filadelfia con la madre dove inizia a praticare baseball e la scherma, mettendo subito in mostra la propria fisicità. Proprio grazie ad essa, qualche anno più tardi, ottenuto il diploma riceve una borsa di studio per meriti sportivi all’American College in Svizzera: sarà proprio qui che comincerà a recitare in spettacoli teatrali. Tornato in America, Stallone si iscrive all’Università di Miami dove frequenta la facoltà di arte drammatica recitando in alcuni spettacoli. Tuttavia, decide di abbandonare gli studi e tornare nella sua città natale, New York.

A New York comincia a scrivere sceneggiature utilizzando pseudonimi ed esordisce al cinema in un film tutt’altro che memorabile: Italian Stallon (1970) è infatti un film pornografico che permette all’attore di guadagnare 200 dollari. Dopo aver recitato in un ruolo marginale in Una squillo per l’ispettore Klute (1971), Stallone si reca a Los Angeles nel 1974, dove recita in Happy Days – La banda dei fiori di pesco, film che sarà trampolino di lancio per la fortunata serie Happy Days.

Dopo alcune interpretazioni marginali, nel 1976 arriva il successo: è l’anno di Rocky, da lui stesso sceneggiato, che gli garantisce fama internazionale, arrivando a creare un personaggio destinato a entrare nel mito. Il film si aggiudica tre premi Oscar, tra cui quello di miglior film, mentre Stallone ottiene sia la nomination come miglior attore sia quella per la sceneggiatura. Nel 1979, Stallone esordisce dietro la macchina da presa con un film mediocre, Taverna Paradiso.

La saga di Rocky continua per tutti gli anni Ottanta, registrando sempre incassi notevoli ma senza raggiungere l’epicità del capostipite. Nel 1982, Stallone interpreta un altro personaggio-icona, ovvero Rambo a cui faranno seguito altri quattro film di cui l’ultimo diretto da lui stesso. L’anno successivo lo si vede coinvolto in veste di sceneggiatore e regista del sequel di La febbre del sabato sera, ovvero Staying Alive che, a parte John Travolta, ha poco a che fare col predecessore e il film si rivela un flop sia in termini di critica che di pubblico.

Gli anni Novanta lo vedono protagonista sia di film di successo, almeno al botteghino, come Cliffhanger – L’ultima sfida (1993) di Ranny Harlin, Dredd – La legge sono io (1995) di Danny Cannon e Daylight – Trappola nel tunnel (1996) di Rob Cohen: tutti ruoli mascolini in cui l’attore può mettere in mostra le proprie abilità fisiche.

Nel 1997 arriva un ruolo inedito che consente a Stallone di dimostrare le proprie capacità attoriali: il film è Cop Land, diretto da James Mangold, in cui interpreta uno sceriffo sordo da un orecchio che risiede nella tranquilla cittadina di Garrison, abitata esclusivamente da poliziotti. Dietro la tranquillità cittadina, però, si nascondono traffici illeciti e mafia. Il film è un successo e la critica loda l’interpretazione di Stallone, accanto al quale recitano Robert De Niro e Harvey Keitel.

Gli anni Duemila si aprono con una serie di insuccessi di pubblico e critica che mettono Stallone in ombra. Nel 2006, scrive, dirige e interpreta Rocky Balboa che sembra essere il capitolo conclusivo della saga, così come John Rambo (2008) sembra esserlo per l’altro personaggio. Un successo inaspettato arriva nel 2009 quando dirige I mercenari – The Expendables, per l’occasione, Stallone riunisce il meglio del cinema d’azione riuscendo a far recitare insieme l’eterno rivale Arnold Schwarzenegger e Bruce Willis, Jason Statham e Jet Li.

Se di Rambo pare aver smesso i panni definitivamente, lo stesso non si può dire di Rocky che infatti torna in Creed – Nato per combattere di Ryan Coogler in cui vediamo il pugile ormai in pensione allenare il figlio del defunto Apollo Creed. Quest’interpretazione vale a Stallone un Golden Globe e una candidatura all’Oscar.

La vita privata dell’attore è stata segnata da alcuni eventi piuttosto funesti: nel 2007, in Australia per promuovere Rocky Balboa, l’attore viene trovato in possesso di una corposa quantità di anabolizzanti. Sotto processo, l’attore riconosce le proprie colpe per uso di sostanze dopanti. Nel luglio del 2012, il figlio Sage, che ha lavorato col padre in Rocky V (1990) e in Daylight, viene trovato morto all’età di 36 anni; l’autopsia rivelerà che la morte è stata causata da un arresto cardiaco e che nel corpo non state trovate tracce di droghe o farmaci.

Una carriera fatta di successi e di flop (è l’attore che ha collezionato più nominations ai Razzie Award) ma a cui va dato il merito di aver creato personaggi che sono diventati icone poi imitate in lungo e in largo. Noi di Universal Movies cogliamo l’occasione per fare i migliori auguri a questo attore per i suoi 70 anni.

Ecco un video omaggio

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