Autore spesso incompreso da pubblico e critica, ma anche autore di film diventati veri e propri cult di genere, Joe Dante ha sempre perseguito un’idea di cinema artigianale con una (non troppo) velata critica alla società e alla politica americana. Il regista di Gremlins compie 70 anni e noi gli rendiamo giustamente omaggio.

All’anagrafe Joseph Dante jr., il regista è nato a Morristown (New Jersey) nel 1946. Dopo essersi diplomato in cinematografia a Philadelphia, Dante si trasferisce a Los Angeles nel 1974 dove inizia la sua carriera nel mondo del cinema all’interno della New World Pictures di Roger Corman il quale, tre anni più tardi, lo farà esordire dietro la macchina da presa con Piranha, un film che è al contempo parodia e omaggio in miniatura de Lo squalo di Spielberg.

Il vero trampolino di lancio è però L’ululato (1981), horror sui licantropi che esce quasi contemporaneamente a Un lupo mannaro americano a Londra di John Landis: i due film si contendono il primato della prima trasformazioni in diretta da uomo (o donna) a licantropo. Dante si troverà a lavorare parallelamente a Landis nel 1983 in Ai confini della realtà, film costituito da quattro episodi diretti da altrettanti registi (gli altri due sono Spielberg e George Miller), ma il film non è il successo sperato.

Il successo globale arriva nel 1984 con il film Gremlins, prodotto e voluto da Spielberg e sceneggiato da Chris Columbus; il film ottiene un enorme successo al botteghino con anche un riscontro positivo da parte della critica, ma durante la produzione i problemi tra il regista e la Warner Bros. si fanno sentire. I problemi con gli studios si accentuano negli anni successivi con una serie di flop che si susseguono, tra cui Explorers, concluso e distribuito in fretta senza la giusta attenzione, e L’erba del vicino con cui Dante affronta per la prima volta la commedia grottesca.

Nel 1987, Dante torna al successo con Salto nel buio, interpretato da Dennis Quaid e nuovamente prodotto da Spielberg; il film riceve un Oscar per gli effetti speciali. Nel 1990 esce Gremlins – La nuova stirpe in cui Dante ritrova gli animaletti pestiferi, ma stavolta la risposta del pubblico è meno soddisfacente. Nel 1993 dirige Matinee, un sincero e sentito omaggio ai b-movie che il regista guardava da piccolo, ma che ritrae il momento della crisi missilistica di Cuba.

Nel 1998 ritrova il produttore Steven Spielberg nel film Small Soldiers in cui alcuni giocattoli dotati di un chip militare che gli conferisce vita. Il film, realizzato in tecnica mista, non convince appieno anche per i problemi intercorsi tra Dante e Spielberg durante la realizzazione. Nel 2003 gli viene affidata la regia di Looney Tunes: Back in action, sorta di sequel di Space Jam realizzato nuovamente in tecnica mista in cui attori noti interagiscono con Bugs Bunny e soci.

Il 2009 lo vede prendere parte alla giuria della Mostra di Venezia e il ritorno alla regia con The Hole, un horror in cui tornano i suoi temi più cari. L’ultimo suo film da regista, a oggi, è Burying the Ex, commedia a tinte horror interpretata da Ashley Greene e il compianto Anton Yelchin; il film è stato presentato fuori concorso alla 71. Mostra di Venezia.

Joe Dante è un regista che ha sempre manifestato un’idea di cinema artigianale, con accurati effetti speciali e una critica alle istituzioni graffiante e per nulla consolatoria; forse anche per questo motivo, molti suoi film non stati compresi e sono incappati in sonori fiaschi, oltre che per i problemi avuti spesso e volentieri con gli studios. Un regista che merita di essere riscoperto e rivalutato in toto e a cui noi di Universal Movies auguriamo buon compleanno.