Nelle ultime ore, un video che ritrae un brutale e iper-realistico combattimento tra Brad Pitt e Tom Cruise ha fatto il giro del web, accumulando milioni di visualizzazioni.
Non si tratta però del trailer di un nuovo blockbuster, ma della dimostrazione di forza di Seedance 2.0, il nuovo modello di generazione video AI lanciato da ByteDance (la società madre di TikTok). Il realismo delle immagini è tale da aver “scosso” profondamente l’industria cinematografica, riaccendendo il dibattito sul confine tra innovazione creativa e violazione del copyright.
Secondo quanto riportato da Deadline, lo strumento sta diventando virale per la sua capacità di rielaborare proprietà intellettuali protette con una precisione chirurgica. Se da un lato vedere due leggende del cinema sfidarsi in un crossover mai realizzato può sembrare un divertissement tecnologico, dall’altro solleva questioni legali senza precedenti: l’AI sembra infatti in grado di attingere direttamente dai cataloghi di major come Disney, Warner Bros. e Paramount per generare contenuti nuovi partendo da basi esistenti ..e con qualità assoluta per giunta!
Tra timore del settore e nuove frontiere creative
Le reazioni a Hollywood non si sono fatte attendere. Rhett Reese, sceneggiatore di Deadpool & Wolverine, si è detto terrorizzato dalla qualità professionale del video, temendo per il futuro delle carriere creative. Di parere opposto l’attore e artista marziale Scott Adkins (John Wick: Chapter 4), il quale ha visto la propria immagine rielaborata nei video virali, sottolineando come la tecnologia stia ormai raggiungendo livelli di simulazione difficili da distinguere dalla realtà.
Tuttavia, c’è chi guarda al fenomeno con un tocco di ironia e pragmatismo. Molti osservatori notano come, nonostante il “budget infinito” dell’AI per creare visivi mozzafiato, la maggior parte degli utenti finisca per produrre semplici “fanfiction”. Questo suggerisce che, sebbene lo strumento sia potentissimo, l’idea originale e la scrittura restano — almeno per ora — il vero collo di bottiglia della creatività umana.
A nostro avviso, se sfruttata all’interno di un quadro normativo chiaro, questa tecnologia potrebbe offrire opportunità incredibili per la pre-visualizzazione o la post-produzione, ma il rischio che Hollywood venga “rivoluzionata o decimata” resta il tema centrale del dibattito attuale.
Voi cosa ne pensate? Rispondete nei commenti.
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