Proiettato in anteprima mondiale, facendo parte del Panorama Internazionale fuori concorso durante il Bif&st 2018, il film Due Piccoli Italiani vede l’attore Paolo Sassanelli al suo esordio come regista di un lungometraggio. Questa la nostra breve recensione.

La pellicola racconta la storia di due amici, Salvatore e Felice, che in fuga da un centro psichiatrico si ritrovano a Rotterdam. Qui incontrano la stravagante Anke, una donna eccentrica che si prenderà cura di loro facendosi trasportare nei loro problemi e nelle loro insicurezze.

Il film della durata di 94′ scorre lento per la prima mezz’ora, per poi rendersi più scorrevole con l’andare nel tempo. Grande lavoro di Paolo Sassanelli nell’interpretazione del suo personaggio. Risulta comico nei tempi giusti e trasmette grande empatia nella sua interpretazione.

Nonostante un buon Sassanelli il film nel suo insieme non riesce a convincere. Il racconto degli evento presenta un ritmo quasi nevrotico, provocando un bel po’ di confusione, proprio come avviene nella mente dei protagonisti. Un turbinio di emozioni che purtroppo non giova al ritmo narrativo quasi da “ai confini della realtà“.

Il personaggio femminile di Anka, interpretato da Rian Gerritsen, risulta essere quello meglio strutturato, ma troppi sono gli aspetti della sua vita che vengono solo accennati, tenendo così lo spettatore all’oscuro di alcuni punti focali utili a capire bene la storia del film nel suo insieme.

Buona la fotografia e le scenografie, ma scarsa la sceneggiatura piena di frasi cliché e no-sense.

Due Piccoli italiani è diretto da Paolo Sassanelli con Paolo Sassanelli, Rian Gerritsen e Francesco Colella.

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