Belfast Kenneth Branagh recensione commento
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Belfast: recensione del film di Kenneth Branagh candidato agli Oscars


Tra i film candidati agli Oscar 2022, Belfast scritto e diretto da Kenneth Branagh é uno di quei titoli da non perdere in questo periodo. Questa è la recensione.

Il film ha ricevuto 7 candidature ai Premi Oscars per la miglior regia, sceneggiatura originale, miglior attore (Ciarán Hinfs) e attrice non protagonista (Judi Dench), miglior sonoro e miglior canzone originale (Down to JoyVan Morrison).

Ambientato negli anni ’60 durante l’inizio dei Troubles, ovvero il conflitto nordirlandese, che ebbe inizio nel 1968 per durare ben trent’anni. Il film racconta la storia di un giovane (Jude Hill), che vive con i genitori (Jamie Dornan e Caitriona Balfe) e i suoi nonni (Judi Dench e Ciarán Hinds), due arzilli anziani. La sua famiglia appartiene alla working class e per questo si ritroverà inevitabilmente coinvolta nei tumulti della guerra civile.

Belfast: la recensione

Probabilmente Belfast resterà nella storia del cinema come uno dei film più autobiografici del regista Kenneth Branagh che racconta la sua infanzia durante i primi tumulti nell’Irlanda del Nord. Il regista racconta quei burrascosi accadimenti attraverso lo sguardo limpido e innocente di un piccolo bambino biondo Buddy che non comprende immediatamente cosa stia succedendo nel quartiere dove è sempre cresciuto e che, prima o poi, sarà costretto a lasciare.

La famiglia di Buddy é tra le famiglie protestanti e moderate che hanno convissuto fianco a fianco con altre famiglie cattoliche, con cui i propri figli hanno condiviso giochi per strada e con cui vanno a scuola. A loro, non interessa prendere parte attivamente a quel conflitto che sta nascendo, vorrebbero starne fuori ma, non possono, perché i tumulti gli bussano alla porta e li trascineranno ad una scelta inevitabile.

Sono gli anni in cui l’uomo muove i primi passi sulla Luna, Buddy inizia ad impegnarsi a scuola per far colpo sulla sua compagnetta, protestanti e cattolici amorevoli vicini diventano tutt’un tratto nemici mortali da cacciare dalla strada.

Mentre i militari presidiano Mountcollyer Street, il piccolo Buddy oltrepassa le sbarre per il parco, e appena può fugge nella magia del grande schermo del cinema, il suo unico vero rifugio. I disordini civili rimangono sullo sfondo, Branagh si concentra con inquadrature ad altezza bambino, di mostrarci i giochi dei bambini per strada, la cotta di Buddy per la sua compagna di classe, i goffi tentativi di rubare i dolci nel negozietto di quartiere.

Attraverso un tono a tratti onirico e romantico incorniciato dalle musiche realizzate da Van Morrison, Branagh ci presenta le difficoltà economiche di una famiglia operaia, e la necessità di scappare dalla tensione provocata dagli scontri e di non voler distruggere l’infanzia ai propri figli.

Il bianco e nero é un escamotage stilistico per arruolare lo spettatore e immergerlo tra le pagine dell’infanzia irlandese condita da prove attoriali eccezionali anche degli attori non protagonisti, come i nonni (giustamente riconosciute con le candidature dall’Academy).

Belfast é una dichiarazione d’amore allo spirito irlandese con dialoghi irriverenti e disincantati, un viaggio nella memoria del regista che omaggia le sue origini e quello che la sua famiglia ha passato senza mai sembrare eccessivamente melenso.

Belfast, scritto e diretto da Kenneth Branagh é attualmente nelle sale italiane, distribuito da Universal Pictures Italia.


Belfast
Belfast: recensione del film di Kenneth Branagh candidato agli Oscars

Direttore: Kenneth Branagh

Data di creazione: 2022-02-27 23:06

Valutazione dell'editor
4.5

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