Tutti gli articoli di Andrea Vantini

Cannes 74: Marco Bellocchio conquista la Croisette con Marx può aspettare

Subito dopo la proiezione in anteprima, Marx può aspettare di Marco Bellocchio, insignito inoltre della Palma d’oro alla carriera (la consegna avverrà stasera), è stato definito come uno dei migliori film – se non il migliore finora -presenti quest’anno al Festival di Cannes.

Molto più che un semplice documentario, con “Marx può aspettareBellocchio ripercorre la storia della propria famiglia per focalizzarsi sul suicido del fratello gemello del regista Camillo avvenuto congiuntamente ai moti del 1968: un ritratto intimo ed emozionante che consente a Bellocchio di chiudere (definitivamente?) i conti con il proprio passato e che ha accolto l’ovazione di Cannes dando così nuova linfa a un festival affatto memorabile.

Pur amato da una larga schiera di fan, il tanto atteso The French Dispatch di Wes Anderson ha in parte deluso le aspettative raccogliendo un’accoglienza a dir poco tiepida nonostante il (solito) cast stellare: che lo stile stralunato e geometrico di Anderson si sia inaridito?

Dopo Rocketman dedicato a Elton John, presentato proprio a Cannes, quest’anno tocca a Céline Dion a cui è dedicato il biopic Aline di Valerie Lemercier. A interpretare la cantante canadese c’è Valerie Sio (viene dal musical), ma stavolta il biopic musicale non ha riscontrato il favore (e il fervore) del pubblico.


Morto per un infarto a 44 anni l’attore Libero De Rienzo

Ci sono notizie che non vorremmo mai dare o mai sapere. Quella riguardante la morte dell’attore Libero De Rienzo, stroncato da un infarto a soli 44 anni, è una di queste.

Originario di Napoli, ma trasferitosi a Roma con la famiglia all’età di 2 anni, De Rienzo è stato un attore in grado di catturare le paure e le voglie di una generazione, quella degli adolescenti degli anni Novanta e dei primi Duemila come testimoniano i ruoli in Santa Maradona (2001), che gli valse il David di Donatello come miglior attore protagonista, e A/R Andata + Ritorno (2002) entrambi diretti da Marco Ponti. Nel 2005 esordì alla regia con Sangue – La morte non esiste, film unico nel panorama cinematografico italiano a testimonianza di uno sguardo fresco e nuovo che si allontana dai soliti canoni.

Una menzione particolare va fatta per l’intensa interpretazione in Fortàpasc (2009) di Marco Risi sulla tragica vicenda del giornalista Giancarlo Siani. Da ricordare, inoltre, la sua partecipazione alla trilogia di Smetto quando voglio nei panni dell’economista Bartolomeo dedito ad applicare al poker le sue abilità nel calcolo matematico.

Quella di Libero De Rienzo è una morte improvvisa che lascia un vuoto incolmabile nel cinema italiano, e non solo.


Cannes 74: undici minuti di applausi per Tre Piani di Nanni Moretti

Ieri, sebbene l’attenzione fosse spostata sulla finale degli Europei vinti dall’Italia, a Cannes è stato il giorno di Tre Piani, il nuovo film di Nanni Moretti che a fine proiezione ha ricevuto ben undici minuti di applausi.

Questo film segna un punto di svolta nella carriera del regista: è la prima volta, infatti, che il soggetto non è originale ma si ispira a un’opera altrui, più precisamente all’omonimo romanzo dello scrittore israeliano Eshkol Nevo pubblicato nel 2017. Ma, nonostante gli applausi ricevuti, il film ha avuto un’accoglienza piuttosto tiepida da parte della critica che ha accusato il film di aver in parte stravolto il romanzo e in cui il tocco ironico e surreale di Moretti – nonostante un cast di prim’ordine – sembra essersi perso.

Cannes ama Moretti e Moretti ama Cannes (il regista è stato anche presidente di giuria nel 2012 quando vinse Amour di Michael Haneke) e noi facciamo ovviamente il tifo per lui, ma sembra che stavolta la Palma d’oro sia più lontana che mai, anche se finora nessun film in concorso ha pienamente convinto o soddisfatto.

Delusione totale e incondizionata, invece, per Flag Day, il nuovo film diretto e interpretato da Sean Penn in cui recita accanto alla figlia Dylan: un’apoteosi di luoghi comuni per cui ci si chiede che fine abbia fatto il regista di film come Tre giorni per la verità e Into the Wild.


Festival di Cannes 74: dall’apertura ai primi giorni sulla Croisette

La 74. edizione del Festival di Cannes prosegue senza sosta, seppur con qualche inceppamento durante il percorso tra Covid e problemi con le prenotazioni online. Ma, problemi a parte, quello che conta davvero è il cinema e quindi facciamo un riassunto di ciò che è accaduto finora sulla croisette.

Il Festival di Cannes si è aperto con Annette del funambolico Leos Carax con protagonista l’inedita coppia formata da Marion Cotillard e Adam Driver. Carax è un pupillo di vecchia data del festival e i suoi film che vantano tanti estimatori quanti detrattori lasciano sempre il segno, nel bene e nel male.

Poi è stata Jodie Foster a primeggiare su tutto e tutti quando le è stata consegnata la Palma d’onore per coronare una carriera iniziata nel cinema adulto proprio a Cannes quando, nel 1976, recitò in Taxi Driver vincitore della Palma d’oro. Memorabile il suo discorso durante l’accettazione del premio in cui l’attrice e regista, rivolgendosi a tutte le donne, ha detto “è il momento“, ricordando che quand’era giovane non c’erano registe sui set.

Se Jodie Foster ha regalato un momento empatico e di grande importanza civile, l’arrivo di Sophie Marceau ha portato eleganza e fascino. L’attrice è protagonista di Tout c’est bien passé di François Ozon, film che ha conquistato pubblico e critica con una storia sulla vecchiaia, la morte e l’eutanasia.

Molti applausi per A Chiara, il film di Jonas Carpignano che chiude la trilogia di Gioia Tauro dopo Mediterranea e A Ciambra. Stavolta il regista punta quasi esclusivamente sulla finzione (anche se definire i precedenti come documentari sarebbe riduttivo) e conquista il festival.

Ha in parte deluso (inaspettatamente) The Velvet Underground, il documentario di Todd Haynes incentrato sulla celebre band di Lou Reed e vicina alla Factory di Andy Warhol. Privo di un vero fulcro e solo in parte davvero accattivante, da un regista come Haynes (che si era già approcciato alla musica con Velvet Goldmine e Io non sono qui) ci si aspettava di più.

Paul Verhoeven ha portato Benedetta, film-scandalo ispirato alla reale vicenda di Benedetta Cerlini, suora lesbica del 1600. Come al solito, il film di Verhoeven ha spaccato in due la critica, ma realizzare un’opera che fosse al livello del precedente Elle non era impresa semplice. Molti applausi, standing ovation e commozione del protagonista Matt Damon per La ragazza di Stillwater di Tom McCarthy in cui l’attore interpreta un padre disposto a tutto per aiutare la figlia accusata di omicidio. Oscar in arrivo?

Stiamo a vedere cosa accadrà da oggi in poi in questa “speciale edizione” del Festival di Cannes, nella speranza che il Covid (di cui alcune persone presenti sulla croisette sono risultate positive) non intralci ulteriormente un festival già non perfetto.


Bill Cosby, James Franco e Armie Hammer: il lato oscuro di Hollywood?

Bill Cosby, James Franco e Armie Hammer sono davvero responsabili delle accuse a loro rivolte? Esiste davvero un lato oscuro di Hollywood dove accadono eventi a dir poco scabrosi? Se le vicende legate ai primi due attori sembrano essersi risolte, quella riguardante Hammer è ancora avvolta nelle tenebre. Ma procediamo per gradi.

Dopo aver scontato due anni e mezzo di carcere con l’accusa di aver drogato e stuprato Andrea Constand nel 2004, l’attore Bill Cosby è stato scarcerato. Una liberazione per l’attore, sicuramente, e alla notizia della scarcerazione non si sono fatte attendere le reazioni di tutta Hollywood a cominciare dall’attrice Phylicia Rashād (che nella sit-com I Robinson interpretava la moglie di Cosby) scesa in campo a sostegno dell’attore con un messaggio in cui definisce l’accaduto come “una terribile ingiustizia” e “un errore giudiziario“.

E ora cosa accadrà alla Constand? Se è vero che Cosby non potrà essere processato nuovamente per lo stupro della suddetta, è vero anche che questa vicenda ha segnato in modo indelebile non solo la vita dell’attore ma anche quella della Constand, vera o falsa che sia. Tutto risolto dunque? Forse sì, quantomeno per la giustizia americana, ma per quanto riguarda l’aspetto umano la faccenda è tutt’altro che conclusa.

Un discorso simile, seppur con doverose differenze, è quello che si può fare per James Franco. L’attore, infatti, dovrà rimborsare la cifra di 2,234 milioni di dollari le due donne che nel 2019 hanno accusato Franco di averle costrette a prendere parte a situazioni sessuali alquanto esplicite. Stando quanto affermato dalle due donne, studentesse alla scuola di recitazione di Franco, l’attore e i suoi soci approfittavano delle giovani aspiranti attrici durante le lezioni.

Una volta rimborsate, le due attrici ritireranno le accuse nei confronti di Franco. Il fatto che l’attore le rimborserà è dunque la prova della sua colpevolezza o solo un modo per chiudere la faccenda senza ripercussioni avendo scelto il minore dei mali? La verità, probabilmente, sta nel mezzo.

Carriera compromessa, se non chiusa (almeno per ora), quella di Armie Hammer coinvolto in una vicenda che più scabrosa non si potrebbe immaginare. Ne avevamo già parlato in questo articolo in cui riportavamo le accuse mosse dall’ex fidanzata Paige Lorenze nelle quali affermava che Hammer sarebbe un cannibale e che l’avrebbe coinvolta in situazioni inimmaginabili.

Per queste accuse, Hammer ha perso il ruolo nella serie The Offer e nell’action comedy Shotgun Wedding ed è stato scaricato dai suoi agenti. Lo vedremo in Assassinio sul Nilo, ma la promozione del film glisserà sulla partecipazione dell’attore.

E’ allora questo il lato oscuro di Hollywood? Quello che si cela dietro i riflettori e il glamour? Movimenti come il #MeToo hanno scoperchiato il Vaso di Pandora che ha inghiottito il cinema e ne ha sputato fuori un suo doppelgänger di cui, francamente, non vediamo l’ora di liberarcene, soprattutto ora che il cinema ha bisogno del nostro aiuto per ripartire, così come noi abbiamo bisogno di lui.


Il cinema è ripartito: che impatto ha avuto la riapertura delle sale?

La riapertura dei cinema e dei teatri è stata una boccata d’ossigeno non indifferente. Anche se i numeri registrati finora non si possono definire ottimi, sono comunque un segno evidente di una volontà di ripartenza e di voglia del pubblico di tornare a vedere i film sul grande schermo.

Zoomando sul box office italiano, fa piacere notare come i titoli “di punta” di questa stagione sembrano aver chiamato a sé il pubblico. Film come Crudelia (visibile in contemporanea al cinema e su Disney+ con Accesso Vip), The Conjuring: Per ordine del Diavolo e prossimamente A Quiet Place 2 e Fast & Furious 9 hanno le potenzialità, oltre che il dovere, di far tornare in massa il pubblico nelle sale pur non potendo, in ottemperanza ai protocolli anti-Covid, incassare quello che avrebbero potuto in condizioni normali.

Lo streaming, in definitiva, è stato un palliativo che ha aiutato certamente le produzioni di alcuni film che sarebbero arrivati direttamente al cinema come abbiamo già detto precedentemente. Possiamo affermare, allora, che i colossi dello streaming come Netflix e Prime Video abbiano in qualche modo tratto vantaggio da questa drammatica situazione? Affermare il contrario sarebbe inutile e quantomai ipocrita; e alzi la mano chi non avrebbe voluto vedere un capolavoro come Soul sul grande schermo e non su Disney+.

Dunque, l’impatto che la riapertura ha avuto, e sta avendo, sul pubblico può considerarsi positivo – in barba agli iettatori e ai detrattori che profetizzavano una certa paura e reticenza degli spettatori a tornare nelle sale – con la proposta (intelligente) di proporre anche film non esattamente nuovi come Old Boy di Park Chan-wook. Perché il pubblico ha bisogno anche di questo: vedere storie che già conosce sul grande schermo, sia che si tratti della prima volta o anche della decima.

Forse è ancora troppo presto per dichiarare vinta la battaglia (il Covid è ben lungi dall’essere debellato), ma continuando a essere accorti e rispettando le norme il cinema può ripartire nella speranza, in un futuro non troppo lontano, di vedere nuovamente le sale piene. E il cinema potrà tornare a essere una piacevole abitudine.

Indiana Jones 5: Harrison Ford e Toby Jones nelle nuove foto dal set

Mentre le riprese di Indiana Jones 5 proseguono senza sosta in Scozia, il Daily Mail ha pubblicato alcuni scatti rubati dal set in cui si vede il protagonista Harrison Ford in azione e che svelano, inoltre, la presenza nel cast di Toby Jones.

Questi scatti (di cui alcuni ve ne proponiamo alcuni a fine articolo), però, svelano un dettaglio non trascurabile: se si guarda con attenzione, è possibile notare sul volto di Harrison Ford i cosiddetti tracking dots, ovvero dei punti che fungono da linee guida per gli effetti visivi i quali in sede di post-produzione, con ogni probabilità, faranno ringiovanire l’attore di qualche anno. Un semplice flashback o un ringiovanimento definitivo? Staremo a vedere.

INDIANA JONES 5

PRODUZIONE: il film è diretto da James Mangold, anche sceneggiatore con Jonathan Kasdan. Steven Spielberg è coinvolto direttamente nella realizzazione del film e affianca Kathleen Kennedy, Frank Marshall e Simon Emanuel come produttore. John Williams sarà impegnato nuovamente nella colonna sonora. Le riprese in Sicilia tra luglio ed ottobre 2021. CAST: Harrison Ford, Phoebe Waller-Bridge, Mads Mikkelsen, Thomas Kretschmann, Boyd Holbrook, Shaunette Renée Wilson, Toby Jones. USCITA: Nelle sale Usa dal 29 luglio 2022.

Babylon: si arricchisce il cast del nuovo film di Damien Chazelle

Damien Chazelle è un regista che non si accontenta e che vuole puntare alto. Così, il cast del suo nuovo film dal titolo Babylon si arricchisce considerevolmente con l’arrivo di Samara Weaving, Max Minghella e il bassista dei Red Hot Chili Peppers Flea.

A rivelare i nomi dei nuovi arrivati è Deadline il quale, oltre ai nomi sopracitati, riporta anche altre star pronte a essere dirette dal talentuoso Chazelle (anche sceneggiatore), ovvero Rory Scovel, Lukas Haas, Eric Roberts, P.J. Byrne e Damon Gupton.

Un cast davvero impressionante, se si pensa che tutti questi attori e attrici andranno a unirsi ai già presenti Brad Pitt, Margot Robbie (che ha sostituito Emma Stone), Jovan Adepo, Li Jun Li e Diego Calva.

Al momento non si sa molto sulla trama di Babylon, se non che sarà un dramma ambizioso ambientato nella Hollywood di un tempo e che unirà personaggi di fantasia a personaggi realmente esistiti.

Warner Bros. Discovery è il nome del colosso nato dalla fusione tra WarnerMedia e Discovery

Si chiamerà Warner Bros. Discovery e sarà il nome del nuovo colosso nato dalla fusione tra WarnerMedia e Discovery di cui AT&T e, appunto, Discovery hanno svelato anche il logo ufficiale.

Come potete vedere nell’immagine recante il logo, lo slogan scelto per Warner Bros. Discovery è “The stuff that dreams are made of” (“la materia di cui sono fatti i sogni”), celebre citazione da Il mistero del falco di John Huston.

A guidare Warner Bros. Discovery sarà David Zaslav, già CEO di Discovery il quale ha avuto modo di spiegare la scelta del nome: “[…]Amiamo il nome della nuova compagnia, perché rappresenta la combinazione della fantastica eredità centenaria della Warner, con le sue storie creative e autentiche e il suo correre dei rischi per portare in vita le storie più incredibili, con il brand globale di Discovery che da sempre è sinonimo di integrità, innovazione e ispirazione.

Sebbene sia stato annunciato ufficialmente solo pochi giorni fa, la fusione vera e propria avverrà solo l’anno prossimo e, in base a quanto riportato dai maggiori siti d’informazione, AT&T (che ha acquisito Time Warner tre anni fa) cederà la sezione WarnerMedia per ben 43 miliardi di dollari.

Box Office Italia: quasi 80mila euro per Crudelia di venerdì

Il cinema è ripartito anche in Italia, seppur con numeri ancora lontani da quelli pre-pandemia. Notevole comunque, vista la situazione, il risultato ottenuto ieri al box office da Crudelia, il film con Emma Stone.

Diretto da Craig Gillespie, il film incentrato sulla celebre cattiva Disney del film animato La Carica dei 101 ha incassato ieri 77mila euro salendo così a quota 192mila euro in tre giorni. Resta da vedere come si comporterà il film nei prossimi giorni, dato che non può essere considerato strettamente un film per famiglie.

Secondo posto per The Father – Nulla è come sembra, il film di Florian Zoller che ha fatto vincere ad Anthony Hopkins il suo secondo Oscar. Ieri il film ha incassato 34mila euro raggiungendo i 120mila euro complessivi.

Terzo posto per Il Cattivo Poeta con Sergio Castellitto nei panni del poeta Gabriele D’Annunzio che nella giornata di ieri ha incassato poco meno di 20mila euro per un totale di 314mila euro.

Box Office Usa: 4.5 milioni per A Quiet Place 2 nelle anteprime di giovedì

Quelli ottenuti dall’horror A Quiet Place 2 al box office statunitense nelle anteprime di giovedì sono numeri a cui, a causa della pandemia, cominciavamo a non essere più abituati.

Il film di John Krasinski, infatti, in prossimità del weekend del Memorial Day ha incassato ben 4.5 milioni, superando così la cifra ottenuta nelle anteprime dal film precedente che si era fermato a 4.3 milioni. Certo, nel caso del sequel c’era l’attesa da parte del pubblico mentre per il film precedente si era trattato di una vera e propria sorpresa, ma è evidente che la voglia di tornare al cinema c’è, visto e considerato che A Quiet Place 2 uscirà in ben 3700 cinema americani.

Ha fatto il suo debutto anche Crudelia, il film con Emma Stone incentrato sulla celebre villain Disney che ha incassato 1.4 milioni. Ricordiamo che il film è disponibile su Disney+ con Accesso Vip.

Amazon ha acquisito la MGM per 8.5 miliardi di dollari

Se l’acquisto della 20th Century Fox da parte della Disney ha tenuto banco per mesi, l’acquisizione della storica MGM (Metro Goldwyn Mayer) da parte di Amazon è salita subito agli onori della cronaca ed è destinata a far discutere per diverso tempo.

Dopo le indiscrezioni che si sono susseguite nei giorni scorsi, secondo le quali il colosso dell’e-commerce sembrava fosse in trattative per comprare lo studio, oggi è arrivata dunque la conferma: Amazon ha comprato MGM per la cifra di 8.45 miliardi di dollari.

Amazon ha tenuto a precisare che preserverà il vasto catalogo dell’MGM fondata nel lontano 1924 quando Hollywood era agli albori e si chiamava ancora Hollywoodland. Il catalogo, infatti, conta più di quattromila film e quasi ventimila episodi di serie tv andando dunque ad arricchire quello di Amazon Prime Video.

Tra i prodotti presenti all’interno del catalogo di MGM è opportuno ricordare le saghe di Rocky (compresi i due film dedicati a Creed) e James Bond (tranne No Time To Die in quanto facente parte dell’accordo con United Artist), La Pantera Rosa e serie tv come Fargo e The Handmaid’s Tale.