Il Molleggiato, Il Re degli Ignoranti, Il ragazzo della Via Gluck. Sono tanti i soprannomi affibbiati durante la sua carriera ad Adriano Celentano che oggi compie 80 anni. Noi ne ripercorriamo le tappe fondamentali, soprattutto cinematografiche, che l’hanno portato nell’Olimpo dei grandi artisti italiani.

Nato il 6 gennaio 1938 in Via Gluck a Milano da genitori emigrati dalla Puglia, Celentano si avvicina alla musica col Rock ‘n Roll, nuovo genere musicale arrivato dall’America. L’esuberanza e l’istrionismo del giovane Celentano non passano inosservati e nel 1958 pubblica i suoi primi 45 giri.

Dalla musica al cinema il passo è breve e dopo il successo ottenuto con Il tuo bacio è come un rock scritta da Lucio Fulci, Celentano viene diretto da quest’ultimo in I ragazzi del juke-box (1959). Nel 1960, invece, compare nel capolavoro di Federico Fellini La Dolce Vita.

Nel 1964, dopo aver recitato in vari musicarelli, avviene il suo esordio alla regia – in coppia con Piero Vivarelli – con Super rapina a Milano in cui riunisce il gruppo del Clan. Quattro anni dopo, Pietro Germi lo dirige in Serafino.

Gli anni ’70 vedono una proficua partecipazione di Celentano sul grande schermo lavorando con registi come Sergio Corbucci (Er più – Storia d’amore e di coltello), Alberto Lattuada (Bianco, rosso e…) e Dario Argento (Le cinque giornate).

Il 1975 vede il suo ritorno alla regia con Yuppi Du divenuto in breve tempo un autentico cult. La colonna sonora ottiene un Nastro d’argento e diventa celebre la scena in cui Celentano balla con una Charlotte Rampling “desnuda”.

Con Zio Adolfo in arte Führer (1978), Celentano inizia un’intensa collaborazione coi registi Castellano e Pipolo che lo dirigono in alcune commedie di grande successo al botteghino tra cui Il bisbetico domato (1980) e Innamorato pazzo (1982), entrambi con Ornella Muti come partner femminile.

La terza regia di Celentano consiste in Geppo il folle (1978) che però ottiene meno successo del precedente.

Dopo aver recitato in altre commedie allegre e spensierate, nel 1985 Celentano ritorna per la quarta volta dietro la macchina da presa con Joan Lui – Ma un giorno nel paese arrivo io di lunedì: il film, costato uno sproposito, si rivela un flop colossale.

Jackpot (1992) di Mario Orfini segna la sua ultima partecipazione al cinema, ma il film è un altro insuccesso.

Attore, cantante e showman a tutto tondo, Adriano Celentano ha anticipato alcune mode e stili più volte copiati negli anni successivi. I suoi programmi televisivi, fatti di prediche e pause a effetto ma anche con un’ironia surreale, sono ancora tra i più visti di sempre.

Amato e odiato in egual misura, noi facciamo i migliori auguri a questo personaggio unico nel suo genere.

Tra le tante scene celebri, abbiamo scelto la scena della pigiatura presente in Il bisbetico domato: il Molleggiato, appunto.

 

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