Alone Film Recensione
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Alone: Recensione del thriller a tinte sci-fi su Prime Video

Alone è un thriller a tinte sci-fi del 2017, distribuito da poche settimane in Italia dal catalogo digitale di Amazon Prime Video. La nostra recensione.


Diversamente dai tanti film approdati in sala negli ultimi anni con questo stesso titolo, ultimo dei quali lo zombie movie con Tyler Posey (la recensione), Alone è un interessante sci-fi di produzione francese, diretta da David Moreau (The Eye), ed interpretato da un gruppo di giovanissime leve francesi, quali Stéphane Bak e Sofia Lesaffre.

Una ragazza si risveglia in una città completamente vuota, a farle compagnia un piccolo gruppetto di ragazzi di diversa estrazione sociale. Il mistero si infittisce quando una enorme nube tossica avvolge i confini della città. Incidente nucleare, invasione aliena o altro?

Arrivato in Italia senza troppe pretese, Alone si presenta come un prodotto carico di potenzialità, almeno dal punto di vista narrativo. Il mistero che avvolge gli eventi catastrofici al centro della trama è ciò che in effetti raccoglie la maggior parte del nostro interesse.

Il regista David Moreau si dimostra bravo (o furbo) nel celare ad occhi poco attenti quelli che possiamo considerare dettagli potenzialmente utili a svelare l’arcano dietro il mistero, dettagli a nostro avviso sparpagliati forse troppo in fretta.

La narrazione si regge su una sceneggiatura frastagliata, a tratti confusionaria: un aspetto di certo voluto dal regista per mantenere alta l’attenzione dello spettatore, ma che in alcuni casi produce l’effetto contrario. A rovinare ulteriormente le buone premesse dimostrate nei primi minuti ci pensa un ultimo atto poco efficace che dimostra anche una palese mancanza di originalità.

Dal punto di vista estetico Alone si difende abbastanza bene, e questo nonostante non goda di un budget faraonico. A tal proposito, il film di Moreau si regala alcune interessanti sequenze da kolossal navigato.

Qualche spunto interessante arriva, infine, dalla recitazione, non straordinaria di certo ma comunque funzionale. La giovanissima Sofia Lesaffe regge discretamente la pressione dovuto al ruolo da protagonista; risulta efficare, invece, quella di Stéphane Bak, legata perfettamente alla pensate caratterizzazione del suo personaggio.

Classificazione: 2.5 su 5.

Per la serie… bravo ma non si applica!


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