Stephen Hawking se n'è andato oggi, a 76 anni, dopo una vista straordinaria. Una delle più grandi menti della storia prende il volo verso quel cosmo che, con le sue ricerche, ha contribuito a studiare a tracciare.

Non sta a noi ricordare gli impareggiabili traguardi scientifici raggiunti da questo immenso studioso. Noi ci occupiamo di cinema e tv e amiamo la fantascienza, genere profondamente influenzato, direttamente e indirettamente, dal pensiero di Hawking.

Come molti altri studiosi del cosmo, Hawking era un grande appassionato di Star Trek, show nel quale intravedeva possibili scenari per il futuro dell'umanità. Fu proprio lui a proporsi, nel 1993, per un'apparizione in una puntata di Star Trek: Next Generation. Grazie all'intermediazione di Leonard Nimoy (Spock), Hawking fu così protagonista di un leggendario cammeo in un un doppio episodio di Next Generation, intitolato Descent.

Il set era costituito da un tavolo da poker nel quale il mitico comandante Data organizzava una partita tra le più grandi menti scientifiche dell'umanità: Stephen Hawking, Albert Einstein e Isaac Newton. Hawking recitava nelle battute a cavallo tra una simpatica presa in giro dei "concorrenti" scienziati e considerazioni sulla natura del cosmo. Fu un momento epico che tutti gli appassionati di Star Trek ricordano con immenso piacere.

Star Trek non fu l'unico show nel quale Hawking venne coinvolto, sia direttamente e indirettamente. Una versione "cartoon" dello scienziato britannico apparve anche in Jimmy Neutron, Dexter, Futurama e nei popolarissimi Simpson. La sua voce sintetizzata fu udita anche nel famosissimo show The Big Bang Theory, la sua versione giovane venne recitata di Star Gate: Atlantis. Centinaia, poi, i riferimenti ai suoi studi e alle sue ricerche nel cinema e nella tv.

Stephen Hawking era così. Nonostante la vita fosse stata beffarda con lui, nonostante il suo quoziente intellettivo fosse quasi alieno, lo scienziato amava prendersi poco sul serio. Gli piaceva prendersi in giro da solo in tv e al cinema. Ci mancherà moltissimo e, oltre che alla scienza, mancherà molto anche alla fantascienza, genere profondamente influenzato dalle sue ricerche e dalla sua capacità di immaginare il futuro.

Ciao Stephen, salutaci le stelle.

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