Piano piano, inesorabilmente, i grandi nomi legati al cinema in ogni sua forma (registi, attori, sceneggiatori ecc) che hanno contribuito col loro lavoro a rendere quest’arte un universo immaginifico ed entusiasmante, stanno lasciando questo mondo. Anche lo scenografo Ken Adam ci ha lasciato, all’età di 95 anni, nella giornata di ieri.

All’anagrafe Klaus Hugo Adam, nato a Berlino nel 1921, fuggì con la famiglia dalla Germania nazista nel 1934 in Gran Bretagna dove iniziò a lavorare nel mondo del cinema. Il suo primo lavoro di scenografo avvenne sul set di Le avventure del capitano Hornblower (1951) di Raoul Walsh, ma è nel 1962 che il suo nome iniziò a circolare in tutto il mondo grazie alle scenografie di Agente 007 – Licenza di uccidere, il primo film della saga di James Bond, per la quale lavorerà fino a Moonraker – Operazione spazio del 1979.

Il suo nome è legato anche a uno dei più grandi registi mai esistiti, Stanley Kubrick, con il quale iniziò una collaborazione nel 1964 per Il Dottor Stranamore: Ovvero come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba, in cui si stagliano nella memoria le scenografie come quella della Stanza della Guerra. La consacrazione avvenne nel 1976 quando Adam ricevette l’Oscar per la migliore scenografia in Barry Lyndon, sempre di Kubrick.

Il secondo Oscar arrivò nel 1995 per le scenografie di La pazzia di Re Giorgio, diretto da Nicholas Hytner, film che fu presentato in concorso al Festival di Cannes. Il suo ultimo lavoro risale al 2001 quando curò le scenografie di A torto o a ragione di Istvàn Szabò.

Se alcuni film sono stampati nella nostra memoria è anche per merito delle scenografie di Ken Adam, capace di realizzare luoghi immaginifici, enormi ed eleganti rispecchiando sempre la volontà dei registi, perché il cinema è, innanzitutto, visione. Con le scenografie di Ken Adam, la visione era una gioia per gli occhi…e per la mente.