Un regista che è sempre stato lontano dall’establishment hollywoodiano, che ha sempre cercato di agire per conto proprio puntando a un cinema semplice e immediato: Curtis Hanson, premio Oscar per L.A. Confidential, è morto all’età di 71 anni probabilmente a causa di un infarto. Il corpo senza vita è stato trovato nella sua casa di Hollywood Hills e sembra che negli ultimi anni il regista soffrisse di Alzheimer.

Nato in Nevada, più precisamente a Reno, Hanson iniziò la carriera come fotografo e solo nel 1970 entrò a far parte nel mondo del cinema come co-sceneggiatore di The Dunwich, un horror tratto da un racconto di Lovecraft. L’esordio dietro la macchina da presa avvenne nel 1972 con l’horror Sweet Kill. Il suo nome cominciò a farsi strada nel 1986 con La finestra della camera da letto, un noir che riprende alcuni stilemi dei film di Hitchcock rileggendoli in chiave tipicamente anni Ottanta.

Il suo nome diventa noto a livello internazionale nel 1990 quando diresse il thriller Cattive compagnie, interpretato da Rob Lowe e James Spader; nel 1994 diresse i divi Meryl Streep e Kevin Bacon in The River Wild – Il fiume della paura. Fino a quel momento, però, la critica non lo considerò più di tanto relegandolo a regista si serie B, ma nel 1997 ottenne la sua rivalsa con L.A. Confidential, tratto dal romanzo di James Ellroy e presentato in concorso al Festival di Cannes: il film ottenne uno straordinario successo di pubblico e anche l’Academy lo consacrò con l’Oscar alla sceneggiatura (di Hanson e Brian Helgeland) e l’Oscar a Kim Basinger come miglior attrice non protagonista, mentre il film ricevette la nomination anche per il miglior film.

Nel 2002 diresse il rapper Eminem nel suo biopic 8 Mile, dove diresse nuovamente Kim Basinger, ottenendo un altro successo di pubblico e, in parte, anche di critica. Gli ultimi anni non furono molto fortunati, confezionando film discreti ma non di successo: le commedie In Her Shoes – Se fossi in lei e Le regole del gioco non ottengono il successo sperato spingendolo a realizzare così il film per la tv Too Big to Fail – Il crollo dei giganti (2011) che si concentra sulle cause che hanno portato allo scoppio della crisi economica del 2008, mentre nel 2012, in coppia con Michael Apted, diresse Chasing Mavericks, prodotto da Gerard Butler.

Un regista non perfetto, forse, ma che è stato in grado di spaziare tra i generi per cercare sempre strade nuove e tentare, riuscendoci qualche volta, di far divertire il pubblico e compiacere alla critica.